CANTHARIS; I SINTOMI DELLA PUNTURA DEL COLEOTTERO

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La Cantaride (dal greco Kantris) è un genere di insetto dei coleotteri (il più grande ordine insettivero con circa duemila specie) di colore verde dorato. Sono insetti con ali anteriori chitinizzate (resistenti ad agenti chimici, come nei ragni e crostacei), trasformate in elitre (involucro rigido, duro) che proteggono tutto il corpo ed anche le ali posteriori membranose, ripiegate sotto quelle anteriori in condizioni di riposo.

Una di questa specie di Coleotteri sono i Meloidi, per lo più di medie dimensioni, molto numerose nelle regioni calde, comuni nelle zone del Mediterraneo. Tra i più frequenti meloidi vi è il genere Lytta (in particolare vescicatoria). L’apparato buccale degli adulti pur nutrendosi di nettare, pollini, teneri virgulti, è fatto per pungere (come ad es. le zanzare) non è semplicemente succhiatore (come ad es, le farfalle e le mosche), né tantomeno è masticatore (come ad es. le cavallette).

La Lytta vescicatoria pungendo provoca una dermatite bollosa di medie dimensioni (più grandi di quelle di Rhus Toxicodendron) e contemporaneamente frequenti minzioni, spesso accompagnato da dolori uretro – vescicale, violenti, brucianti prima, durante e dopo l’emissione di urina, talora con la fuoriuscita di poche gocce urinarie, torbide o sanguigne. L’aggressività di questo coleottero meloide la osserviamo sin dal suo stato larvale da cui deriva l’insetto adulto. Le sue larve si sviluppano a danno di altre larve di insetti come gli imenotteri (formiche, api, vespe) e gli ortotteri (cavallette, grillo campestre).

Tutte le larve meloide hanno molte metamorfosi (ipermetamorfosi). Non si tratta di un semplice passaggio dal bruco alla farfalla. La droga dei corpi essiccati di Lytta vescicatoria, dotata di proprietà afrodisiache, diuretiche e irritanti, già scarsamente utilizzata in passato (sotto il nome di cantaridina), è stata del tutto abbandonata a causa della tossicità revulsiva. Lei non incarna, non essendo in omeopatia un rimedio policrestico, nessun individuo, nessuna tipologia umana.

E’ pura sintomatologia (dermatologica, vescico – uretrale)già stabilita prima della nascita dell’uomo (mito del Demiurgo – Dio, di Platone). Solo la dose fa il veleno (Paracelso). Quello che in dosi ponderali, come avviene in natura, l’insetto provoca, è guaribile con dosi infinitesimali, diluite e dinamizzate (omeopatia di S.Hahneman). In sintesi bene e male, gli opposti, coincidono (N. Cusano). Solo lo studio della Natura consente all’uomo, essere dotato di intelletto e raziocinio (non solo l’istinto), di progredire e di scegliere tra bene e male. Un concetto filosofico empirico aristotelico poi ripreso da Sant’Agostino e, nel nostro Rinascimento, da Pico della Mirandola.

Platone, discepolo di Aristotile, superò il maestro con l’universalità del concetto delle “idee”, intuizioni geniali, eterne e immutabili, concepite come essenze incorporee, aventi una realtà intellegibile, in un mondo (iperuranio) diverso da quello materiale che tocchiamo e vediamo. E’ la copia, una pallida immagine della vera realtà (mito della caverna) ,che si riscopre con il mondo “dell’ A priori” delle idee e dell’immortalità dell’anima che rinasce più volte. L’infinitesimale omeopatico non è “acqua fresca”.

Ci offre una plausibile spiegazione del Demiurgo che ha creato il mondo vegetale, animale e minerale che ci circonda. Cantharis, piccolo rimedio omeopatico, cura il simile infinitesimale con il simile ponderale. Le due “note chiave” più importanti sono: 1) la sensazione di bruciare, o anche di escoriazione, come se la cute e la mucosa fosse messa a vivo;2) il desiderio continuo di urinare con dolori vescico – uretrali.

Da medico empirico anglosassone, aristotelico, prescrivo, in quest’ultimo caso, le analisi dovute (urinocoltura più antibiogramma o ecografia vescicale – renale). Se è tutto negativo ripercorro l’idea (di Platone) e di S. Hanheman: Cantharis in bassa diluizione alla 5-7 CH 3-5 granuli ripetuti più volte al giorno fino al miglioramento della sintomatologia disurica algica. L’ altre grande indicazione omeopatica è quella della dermatite con vescicole bollose, pruriginose e sempre brucianti, migliorate, come Apis, da applicazioni fredde. Ricordo diversi casi di ustioni solari contratte da sciatori dell’alta montagna che avevano queste caratteristiche cliniche: grosse bolle sulle labbra, pruriginose e brucianti.

E’ forse un caso (o piuttosto un disegno preordinato della Natura) che tutti questi pazienti avvertivano uno stimolo continuo e urgente ad urinare?

La sintomatologia vescicale – disurica è strettamente connessa con la dermatite vescicale bollosa, entrambe dovute alla puntura del coleottero meloide. Anche una diluizione in dose unica globuli alla 9-15 CH della droga omeopatizzata del Coleottero (Cantharis) è altrettanto efficace. Purchè il simile infinitesimale sia simile a quello ponderale. Perdonatemi se ho parlato di filosofia, del resto sin dal liceo, pur scientifico, ero chiamato dai compagni “il filosofo”.

Ho avuto sempre, sino alla maturità, i voti più alti di tutti in storia e filosofia grazie ala quella geniale professoressa Maria Vittoria Ronkey.Ho scelto medicina perché cosi ha voluto mia madre, Marietta Malatesta, unica mia maestra di vita che tanto mi manca.

P.S. Un soggetto con questa duplice sintomatologia non deve necessariamente essere stato punto dall’insetto. Le “idee” sono sempre “a priori”.

Aldo Ercoli

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli