#CALL4MARGHERITA – LA PIZZA PIÙ COSTOSA AL MONDO

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VALE I MILIONI E MILIONI DI EURO MAI STANZIATI PER COMBATTERE
LA VIOLENZA SULLE DONNE.

Se ancora oggi le donne chiamano la polizia fingendo di ordinare una pizza per scappare dal compagno violento, significa che la pizza è uno strumento per salvarsi la vita e vale i fondi che i Governi dovrebbero erogare per prevenire e combattere la violenza di genere.  

Scopri l’iniziativa e le pizzerie aderenti su actionaid.it/call4margherita

Decine di mani che strappano in contemporanea il conto “esorbitante” di una pizza: a dare il via alla protesta l’attrice Claudia Gerini di fronte alla “pizza più costosa del mondo”, protetta da una teca nel cuore di Roma. Un gesto provocatorio che ha animato il flash mob delle attiviste e degli attivisti di ActionAid con cui l’organizzazione ha lanciato oggi la nuova edizione di #Call4Margherita.

La campagna si ispira a un fatto di cronaca che si è ripetuto anche nel 2021, a Milano, quando una donna per salvarsi dal compagno violento ha chiamato la polizia fingendo di ordinare una pizza. La richiesta di aiuto è stata compresa dall’agente al centralino che ha inviato una pattuglia all’indirizzo indicato e l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato. Un episodio che è avvenuto già diverse volte in Italia e in altri paesi del mondo. Margherita è il nome simbolico che ActionAid ha deciso di dare a quella donna, perché rappresenta tutte le donne che ogni giorno rischiano di non trovare aiuto. Ma è anche il nome della pizza che, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, diventa un simbolo di protesta per i fondi – milioni e milioni di euro – promessi e mai stanziati dai governi di tutto il mondo.

In Italia dal 2013 ad oggi solo il 14% dei fondi è stato speso in prevenzione, in maniera difforme sul territorio e prevalentemente per attività di sensibilizzazione pubblica, progetti nelle scuole e corsi di formazione alle forze dell’ordine, al personale sanitario, alle assistenti sociali. Inoltre, i fondi per i centri antiviolenza e le case rifugio continuano a essere insufficienti e sempre in ritardo. Se guardiamo poi al resto del mondo la situazione è tutt’altro che rosea dal momento che 49 paesi non hanno una legge specifica contro la violenza domestica, in 45 non esiste una legislazione sulle molestie sessuali e 112 paesi non criminalizzano lo stupro coniugale.

A livello globale, 1 donna su 3 nel corso della vita subisce violenza fisica e/o sessuale e la violenza stessa assume varie forme tra cui: femminicidi con stime che indicano che ogni giorno nel mondo 137 donne vengono uccise dal partner o da un familiare; tradizioni culturali che sfociano nelle mutilazioni genitali femminili e che in Africa, Medio Oriente e Asia coinvolgono oltre 200 milioni di donne e ragazze; matrimoni precoci o forzati che nel 2019 hanno riguardato il 16% delle ragazze fra i 15 e i 19 anni. La pandemia – con la restrizione di movimento, l’isolamento sociale e l’insicurezza economica – ha aumentato la vulnerabilità delle donne tanto che le richieste di aiuto e le chiamate ai numeri di assistenza in alcuni paesi sono addirittura quintuplicate. Sono numeri drammatici che hanno il volto di Talat, che ha subito abusi domestici in India, di Lucie che durante il genocidio ruandese è stata stuprata, di Jasmen che in Bangladesh è sopravvissuta a un attacco con l’acido o di Qamar, che in Afghanistan è stata data in sposa poco più che bambina: donne che tuttavia hanno saputo reagire a ogni avversità e sopraffazione con tenacia e coraggio. Storie di riscatto nate grazie ai programmi in difesa dei diritti delle donne che ActionAid promuove da decenni nei paesi in cui opera, prevenendo e contrastando la violenza sulle donne in ogni sua forma.

Ambasciatrice della campagna è Claudia Gerini che si farà portavoce del messaggio.
le pizzerie aderenti su actionaid.it/call4margherita