Calcio: Vola la Lazio, cade la Roma

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di Paolo Gaetano Franzino (redazione Parola al calcio)

Importante successo della Lazio, che batte il Genoa per 3-1 con i gol di Anderson, Biglia e Wallace. La Roma perde a Bergamo, rimontata dall’Atalanta: a condannare i giallorossi, la rete di Caldara e il rigore di Kessié.

“Bisogna fare un grande applauso a questi ragazzi”: ha ragione l’entusiasta Simone Inzaghi in conferenza stampa, perché i suoi calciatori hanno ottenuto l’ottavo risultavo utile consecutivo. Ma un applauso bisogna farlo anche allo stesso tecnico biancoceleste, bravo, nella rocambolesca estate laziale, a (ri)prendere una squadra sedotta e abbandonata da Bielsa e a portarla nelle zone alte della classifica.

La vittoria contro il Genoa ha regalato un’altra bella prestazione di Felipe Anderson, calciatore ritrovato sotto la gestione del più piccolo dei fratelli Inzaghi. Il brasiliano ha prima battuto Perin con un bel tiro a volo dalla distanza, poi si è procurato l’importantissimo rigore del 2-1, realizzato da Biglia. Il mediano, di nuovo titolare all’Olimpico dopo due mesi, è risultato anch’egli tra i più positivi, gestendo la manovra in maniera caparbia. Le buone notizie sono arrivate, in particolare, pure da Keita e Wallace: se la bella gara disputata dall’attaccante ormai non fa più notizia, a sorprendere è la prestazione del difensore, la migliore con maglia della Lazio. Il brasiliano, pian piano, si sta ritagliando uno spazio importante nella formazione capitolina: la rete che ha messo al sicuro il risultato è la conferma che gli otto milioni spesi da Lotito per portarlo in Italia non sono stati di certo un investimento sbagliato. Bene anche Strakosha: il portiere ha sostituito degnamente l’indisponibile Marchetti, compiendo due buoni interventi su Veloso e Ninkovic; nulla ha potuto, però, sulla conclusione di Ocampos, che aveva dato al Genoa l’illusione provvisoria del pari.

Dall’altra parte del Tevere, il morale è più basso. Seppur avanti di un punto in classifica rispetto ai cugini, i giallorossi non possono gioire, vista la sconfitta rimediata a Bergamo. Adesso sono sette le lunghezze dalla Juventus capolista, mai così lontana dall’inizio del campionato. Il k.o. dell’Atleti azzurri d’Italia ha mostrato una Roma bella solo per i primi 45′: fino all’intervallo, infatti, la squadra di Spalletti era risultata migliore degli avversari, il gol di Perotti, su calcio di rigore concesso per un fallo di mano dell’ex Toloi, certificava la superiorità di Dzeko&Co. Nella ripresa, tuttavia, la Roma non è mai arrivata dalle parti del portiere di casa Berisha, subendo per tutta la seconda frazione il gioco e la grinta dei nerazzurri. Il pareggio di Caldara è stato un caso solo per l’esecuzione (il difensore ha segnato praticamente di faccia, grazie a un rimpallo), l’Atalanta ha messo alle corde gli avversari prima e dopo l’1-1: il rigore di Kessié – per ironia del caso, obiettivo estivo di Sabatini – ha portato la quinta vittoria consecutiva alla squadra di Gasperini, la compagine più in forma, attualmente, dell’intera Serie A.

Tra i giallorossi, da salvare solamente le prestazioni di Perotti, De Rossi e Fazio. Deludenti Salah, Strootman e Paredes: l’ex Empoli, subentrato a Perotti al 74′, ha commesso nel finale l’ingenuo fallo da rigore sul Papu Gomez, man of the match contro quella che da gennaio potrebbe essere la sua nuova squadra.

Chiosa finale sugli scontri tra ultras e forze dell’ordine. La domenica nera della Roma non è infatti terminata sul campo – già bersagliato dai fumogeni lanciati durante la partita –, ma è proseguita fuori dallo stadio, dove diversi “tifosi” (il virgolettato è d’obbligo) hanno cercato di venire a contatto con i sostenitori atalantini. Invano, grazie al pronto intervento delle forze dell’ordine. Con gli ultras romanisti da tempo sotto la lente delle istituzioni, era davvero necessario provocare degli incidenti in una trasferta, come quella di Bergamo, considerata a rischio già alla vigilia?