Buon compleanno alla Città di Ladispoli

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Comune autonomo dal 6 maggio 1970

Riceviamo e pubblichiamo
I Tre Amici al Bar fanno il punto in ordine all’ ultimo Consiglio Comunale tenutosi in data 06.05.2026 nella Città di Ladispoli (Roma) avente all’ Odg. “Mozioni ed Interrogazioni”, dopo alcuni mesi, a seguito di convocazione datata 30 aprile 2026 e regolarmente notificata, così, come anche pubblicato da un noto Mass Media on line.
Dall’ascolto, sono risultate anche “due domande di attualità”, ma non riguardanti a quanto emerso e trascritto nel verbale di trascrizione del Consiglio Comunale di Ladispoli del 16.04.2026.
I Tre Amici al Bar si  augurano che nel prossimo Consiglio Comunale di Ladispoli, si possa affrontare ed approfondire, non potendosi escludere verosimilmente, tenuto conto dell’ articolo 118 quarto comma della nostra Costituzione della Repubblica Italiana nonché dell’ art.40 c.p., la valutazione della  Richiesta di annullamento piani integrati https://www.orticaweb.it/richiesta-annulamento-piani-integrati-a-ladispoli/, atteso che non si può escludere verosimilmente, altresì, la circostanza che il Consigliere Comunale è un “Pubblico Ufficiale ai sensi dell’ articolo 357 del vigente Codice Penale” https://www.orticaweb.it/il-far-west-delle-praterie-conquistato-dal-cemento/.
A tal proposito, i Tre Amici al Bar, comunicano, altresì, che nel 2026, la responsabilità giuridica dei consiglieri comunali in Italia è significativamente influenzata dalla Legge 7 gennaio 2026, n. 1 (c.d. “Legge Foti”), entrata in vigore il 22 gennaio 2026, che riforma la disciplina della responsabilità erariale. Questa normativa mira a rendere più chiaro e prevedibile il quadro delle responsabilità per amministratori e dipendenti pubblici, intervenendo sul ruolo della Corte dei Conti.

 

Nel frattempo, I Tre Amici al Bar,  hanno anche ricevuto una comunicazione da parte di un anonimo, come testualmente viene riportato di seguito:

 

“Quando le istituzioni dimenticano i cittadini”

 

In ogni città esiste un patrimonio che appartiene davvero a tutti: i parchi, gli alberi, le piazze, gli edifici storici, gli spazi pubblici, le strutture sportive, le scuole, i marciapiedi, le aree verdi. Sono beni comuni costruiti nel tempo grazie ai sacrifici dei cittadini e alle risorse pubbliche. Eppure, troppo spesso, proprio coloro che dovrebbero difenderli — Sindaco e Consiglieri Comunali — sembrano assenti, silenziosi o disinteressati.
La politica locale dovrebbe rappresentare il primo presidio di tutela dei diritti dei cittadini. Invece assistiamo sempre più frequentemente a un progressivo distacco tra amministratori e comunità. Le segnalazioni dei residenti rimangono senza risposta, il degrado avanza, gli spazi verdi vengono trascurati o sacrificati, il patrimonio comunale perde valore e identità.

 

Il verde pubblico, ad esempio, non è un lusso ornamentale. È salute, qualità della vita, sicurezza ambientale e sociale. Alberi abbattuti senza adeguate spiegazioni, manutenzioni inesistenti, parchi lasciati nell’abbandono, aree gioco deteriorate: sono segnali evidenti di una mancanza di programmazione e soprattutto di volontà politica. Difendere il verde significa difendere il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano e decoroso.

 

Lo stesso vale per il patrimonio comunale. Edifici pubblici chiusi o inutilizzati, strutture lasciate al degrado, immobili che potrebbero diventare centri culturali, sociali o spazi per i giovani e che invece restano abbandonati. Ogni bene pubblico trascurato rappresenta una sconfitta per la collettività e un danno economico per tutti.

 

Il problema più grave, però, è il silenzio. Troppo spesso i Consiglieri Comunali, sia di maggioranza che di opposizione, sembrano rinunciare al proprio ruolo di controllo e rappresentanza. Il Consiglio Comunale dovrebbe essere il luogo del confronto, della vigilanza e della difesa dell’interesse pubblico. Invece si trasforma spesso in una semplice ratifica delle decisioni dell’amministrazione, senza un vero dibattito sui problemi reali dei cittadini.

 

Anche il Sindaco, che dovrebbe essere il garante dell’equilibrio tra sviluppo urbano e tutela del bene comune, appare in molti casi più concentrato sull’immagine e sulla comunicazione che sull’ascolto concreto delle esigenze della popolazione. Le inaugurazioni e gli annunci non possono sostituire la manutenzione quotidiana, la trasparenza amministrativa e la presenza costante sul territorio.

 

I cittadini hanno il diritto di chiedere conto delle scelte politiche e amministrative. Hanno il diritto di sapere come vengono spesi i soldi pubblici, perché certe aree vengono abbandonate, perché alcuni beni vengono valorizzati e altri lasciati morire. La partecipazione civica non può essere considerata un fastidio, ma dovrebbe essere incoraggiata come strumento democratico fondamentale.

 

Una comunità perde la propria identità quando perde i suoi spazi comuni. E quando chi governa smette di difendere quei beni, viene meno il principio stesso di rappresentanza democratica. La tutela del verde pubblico, del patrimonio comunale e dei beni comuni non è una battaglia ideologica: è una questione di rispetto verso i cittadini e verso il futuro della città.

 

Occorre ritrovare il senso della responsabilità pubblica. Servono amministratori presenti, coraggiosi e trasparenti. Servono Consiglieri Comunali capaci di svolgere davvero il proprio ruolo di controllo e proposta. Ma serve anche una cittadinanza vigile, attiva e determinata a non accettare il degrado e l’indifferenza come normalità.

 

Perché una città non appartiene a chi la governa temporaneamente, ma ai cittadini che la vivono ogni giorno.”

 

Infine, per quanto di eventuale interesse per tutti Coloro che vogliono saggiamente approfondire, si ricorda che all’articolo 106 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Ladispoli si regolamenta anche la “Decadenza 1. Le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni non trattati decadono comunque allo scadere del mandato amministrativo”, approvato in data 18.12.2017.

 

Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

 

Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia”.

 

                         I Tre Amici al Bar

 

              Raffaele Cavaliere  Diego Corrao