“BOMBE” ECOLOGICHE SULL’AURELIA: GLI EX DISTRIBUTORI DI BENZINA SONO ABBANDONATI E POTENZIALMENTE NOCIV

0
658
bombe ecologiche

ALLARME LANCIATO A CERVETERI E LADISPOLI DOPO L’ESPLOSIONE AVVENUTA A ROMA GIORNI FA.

«Quel distributore dismesso è una bomba: il Comune intervenga al più presto». Residenti e automobilisti sono tutti d’accordo: dopo l’esplosione di via dei Gordiani a Roma, che ha causato paura, distruzione e feriti, c’è preoccupazione anche per le condizioni dell’ex stazione di servizio al chilometro 45,300 della via Aurelia tra Cerenova e Furbara, nel comune di Cerveteri.

E anche per quella di Ladispoli, sempre sulla via Aurelia, al km 38,100. A far suonare il nuovo allarme, quindi, è stato Attilio Di Maio, rappresentante del gruppo territoriale del Movimento Cinque Stelle etrusco, che, considerato come è andata a finire nella Capitale, ha chiesto contromisure urgenti all’amministrazione comunale.

In passato i cittadini e in particolare il comitato di zona di Cerenova-Campo di Mare, avevano denunciato in più occasione questa grave situazione ambientale e di sicurezza. Il sito, come notato anche da migliaia di pendolari che transitano tutti i giorni sulla statale, è ormai diventato una discarica abusiva a cielo aperto dove si continuano ad accumulare rifiuti solidi urbani, organici e alimentari ma anche materiali ingombranti come mobili, suppellettili, calcinacci e residui di lavorazioni edili, amianto e altro ancora.

«Negli ultimi mesi la situazione è notevolmente peggiorata – rilancia il M5S di Cerveteri – e poi testimoni locali hanno osservato un andirivieni notturno di automezzi che, approfittando della totale assenza di sorveglianza, rimuovono il cancello fatiscente per scaricare illegalmente ogni tipo di rifiuto».

L’allerta però non è solo per il cumulo di sporcizia. «A tutto ciò – prosegue Attilio Di Maio – si aggiunge un rischio ambientale e potenzialmente esplosivo di massima gravità: l’area è sede di un ex distributore di carburante, mai bonificato, e i serbatoi interrati che un tempo contenevano benzina e gasolio potrebbero ancora emettere vapori altamente infiammabili. Alla luce dell’esplosione avvenuta proprio in queste ore a Roma, che ha purtroppo dimostrato quanto possano essere devastanti situazioni di questo tipo, non è più accettabile rinviare ogni intervento. Quanto sta accadendo rappresenta un potenziale disastro annunciato per l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini».

Oltre al sindaco, Elena Gubetti, sono stati chiamati in causa i tecnici di Arpa Lazio e i vigili del fuoco affinché «venga avviata una verifica tecnica e ambientale sul sito», è quanto riportato nella lettera in cui si auspica pure l’attivazione dei «procedimenti necessari per la bonifica dell’area e la rimozione dei rifiuti e venga disposto un sistema di sorveglianza o sigillatura del sito per impedire ulteriori scarichi illeciti». Torna alla carica il comitato di zona.

«Quella ex stazione – interviene nuovamente Enzo Musardo – si trova a poche decine di metri a monte del fosso Zambra e se quei serbatoi fossero bucati dai solfuri, da non escludere dopo tanti anni, i residui petroliferi potrebbero riversarsi nel fiume e giungere a mare. Abbiamo scritto anche alla protezione civile comunale».

Replica il sindaco di Cerveteri. «Ci sono diverse indagini in corso seguite direttamente dall’Arma dei carabinieri – puntualizza Elena Gubetti – e i nostri uffici hanno svolto diverse attività. Ora è in corso pure una questione civilistica tra proprietario e affittuario. Speriamo si risolva presto».

Anche a Ladispoli con il passare degli anni la vegetazione è cresciuta a dismisure, le strutture una volta in funzione sono completamente coperte da sterpaglie e un semplice mozzicone di sigaretta avventatamente lanciato da un’auto di passaggio potrebbe accendere un rogo rovinoso in questi giorni di temperature torride. Lo si è visto, ad esempio, nell’ultimo incendio esploso a Valcanneto la scorsa domenica. Non solo distributori di benzina: anche a bordo della carreggiata lungo la statale ci sono erbacce che se in caso di rogo verrebbero presto avvolte dalle fiamme. L’Anas è in ritardo con le opere di pulizia e lo è anche il Consorzio di Bonifica con gli argini dei torrenti alle prese con la folta vegetazione e le canne lunghe.