Bimbo perse un dito sull’altalena a Ladispoli: l’assicurazione nega il risarcimento

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Va a processo il responsabile del Comune. Il legale della famiglia Prosperi: «Una vergogna: il danno del piccolo è permanente».
Si ferì gravemente al parco giochi fino a perdere un dito rimasto schiacciato da un’altalena nei giardini di piazza De Michelis. A distanza di 3 anni circa sono due le novità di questa drammatica storia di Ladispoli che ha riguardato un bambino che oggi ha 8 anni.
La prima è che c’è una persona rinviata a giudizio per lesioni colpose ed è un architetto 65enne nominato dal Comune responsabile delle manutenzioni ordinarie, anche se tuttora non sarebbe più in servizio a Palazzo Falcone.
La seconda è che la compagnia assicurativa che opera per conto del municipio, non vuole risarcire la famiglia. Intanto ci sarà il processo giudiziario da affrontare che potrebbe cambiare le carte in tavola anche dal punto di vista civile. Nel penale, perciò, il dipendente pubblico dovrà presentarsi davanti i giudici dopo quanto stabilito dal pm: «Ometteva di intraprendere i necessari interventi di manutenzione dell’altalena, omettendo di provvedere alla sostituzione dei respingimenti in gomma mancanti, così da determinare la fuoriuscita dal pavimento di tubi metallici per effetto della quale il minore riportava gravi lesioni con semiamputazione della falange dell’indice della mano destra».
Un ricordo terribile per il piccolo e la mamma che era con lui ai giardini. A un certo punto la mano del figlio rimase sotto un dondolo basculante sprovvisto di misure di sicurezza. Il pianto, il sangue, la corsa disperata al Bambino Gesù di Palidoro. Poi, purtroppo, la diagnosi e la decisione dei medici di amputare la falange di un dito. Un danno permanente in seguito a quell’incidente su cui hanno lavorato sin da subito i carabinieri della stazione locale.
In attesa che si pronunci il tribunale, arriva un altro duro colpo per i genitori. «Non si ravvisano elementi di responsabilità in capo al nostro assicurato – scrive l’assicurazione del Comune – in quanto non risultano provate le modalità dell’accaduto, non risulta raggiunta la prova del nesso causale tra l’asserito difetto di manutenzione dell’altalena ed il concreto evento lesivo. La condotta della madre, pur presente al fatto, omettendo ogni doverosa vigilanza sul comportamento del minore, ha assunto un’efficienza causale concorrente-esclusiva nella causazione dell’evento lesivo».
Parole accolte con sdegno dal padre e dalla madre che si sono rivolti ad un avvocato tra i più esperti in tema di risarcimento danni. «Una vergogna – sostiene Marco Prosperi – questa famiglia ha già sofferto abbastanza trovandosi a gestire una situazione complicatissima, con un figlio che dovrà portare un tutore tutte la vita e ora ha soli 8 anni. La compagnia assicurativa non vuole attribuire nessuna responsabilità al comune di Ladispoli e a breve proseguirò con un atto di citazione per evidenziare la mala gestione e la responsabilità della stessa compagnia. Poi c’è il processo. Il danno subito purtroppo resterà».