Una storia balzata agli onori della cronaca anni fa. Marzo 2023, un bimbo di 5 anni a Ladispoli resta ferito in un incidente al parco giochi del Messico. L’altalena gli schiaccia il dito della mano destra e, nonostante il trasporto in ospedale al Bambino Gesù, i medici sono costretti ad amputargli una falange. A distanza di tempo si scopre che un architetto, che all’epoca era stato nominato dal comune responsabile delle manutenzioni ordinarie del verde, è stato rinviato a processo per lesioni colpose. Un fatto grave, purtroppo, con un piccolo che ora di anni ne ha 8 ma che avrà danni permanenti. In attesa che la giustizia faccia il suo corso dato che ci sarà un processo, la famiglia ha subito un altro fatto, ovvero il mancato risarcimento ad opera della compagnia assicurativa che cura gli interessi del comune di Ladispoli. «Non si ravvisano elementi di responsabilità in capo al nostro assicurato in quanto non risultano provate le modalità dell’accaduto, non risulta raggiunta la prova del nesso causale tra l’asserito difetto di manutenzione dell’altalena ed il concreto evento lesivo. La condotta della madre, pur presente al fatto, omettendo ogni doverosa vigilanza sul comportamento del minore, ha assunto un’efficienza causale concorrente-esclusiva nella causazione dell’evento lesivo». Parole accolte con sdegno dal padre e dalla madre che si sono rivolti ad un avvocato tra i più esperti in tema di risarcimento danni. «Una vergogna – non usa giri di parole il legale Marco Prosperi – anche perché questa famiglia ha già sofferto abbastanza trovandosi a gestire una situazione complicatissima, con un figlio che dovrà portare un tutore tutte la vita e ora ha soli 8 anni. La compagnia assicurativa non vuole attribuire nessuna responsabilità al comune di Ladispoli e a breve proseguirò con un atto di citazione per evidenziare la mala gestione e la responsabilità della stessa compagnia. Poi c’è il processo, vedremo, il danno subito purtroppo resterà».































































