BENVENUTA CERVETERI, CAPITALE DELLA CULTURA DEL LAZIO

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Cerveteri

Grande preoccupazione per i metodi di gestione.

di Toni Moretti

Nicola Zingaretti non è venuto a Cerveteri alla cerimonia inaugurale organizzata dall’amministrazione comunale per ufficializzare il titolo di Capitale della Cultura del Lazio ottenuto con altri tre comuni dell’Etruria Meridionale. Allumiere, Santa Marinella e Tolfa che con Cerveteri si sono uniti in associazione.

E’ stato veramente notevole l’entusiasmo dei cittadini che hanno partecipato in tanti in piazza Santa Maria dove si sono alternati nelle esibizioni i gruppi bandistici dei vari comuni associati e dove il popolo, il suo entusiasmo e la sua partecipazione veniva ammirato e analizzato dall’alto della loggia Principesca dal gota delle autorità politiche presenti, invitate ed intervenute. Daniele Leodori, già Presidente del Consiglio Regionale e attualmente Vice di Zingaretti alla Presidenza,  il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini, del comune di Tolfa, Luigi Landi e Pietro Tidei, del comune di Santa Marinella accompagnato dalla figlia Marietta. Già deputato, ora consigliere regionale, che rompendo la tradizione che l’ha vista crescere ed evolversi politicamente nel Partito Democratico, abbandona il padre, forse vecchio nostalgico e sposa la causa di Italia Viva con Matteo Renzi. Nulla da eccepire, loro sono fatti così: liberi e transattivi. Era presente anche il consigliere Regionale Emiliano Minnucci, anch’egli già deputato, che tiene un rapporto molto stretto col territorio.

Sembrava che il tempo si fosse fermato notando questa rappresentazione del potere in alto e del popolo in basso. Probabilmente nella vocazione di chi amministra non è il popolo che fa “Cultura”. E probabilmente non la fa quell’altro pezzo della città, per quanto minoritario, rappresentato dalle forze di opposizione che non sono state comunque  invitate a quella che doveva essere una festa di tutti e per tutti. Non fanno cultura le associazioni come Assovoce, non invitata, che da trent’anni hanno garantito sicurezza ai cittadini. Pensiamo che chiunque voglia bene alla città, che tiene alla sua dignità e che è consapevole delle sue grandi potenzialità, intimamente si augura che l’opportunità che le viene offerta non sia gestita con la presunzione di continuare a fare proclami fumosi, lasciando obrobi come per esempio gli abusi edilizi non risolti presenti sulla strada che porta alla Necropoli, dove puzza di sterco di maiali e di pecore tonificano l’aria per coloro che alle tombe Etrusche vogliono arrivare a piedi,  o con la presunzione di chi crede che la cultura si possa fare soltanto con l’esibizione di vertiginosi tacchi a spillo.