AVENA SATIVA

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UNA FORZA DELLA NATURA

a cura del Dottor Aldo Ercoli

C’è un disegno nei cereali della natura. Il destino del frutto delle bionde spighe del grano è quello di essere ridotte in farina, polvere che costituisce un elemento fondamentale nell’alimentazione umana. L’Avena, sinonimo di biada, è invece un foraggio per animali erbivori (manzi, cavalli etc) sottoposti a enormi e faticosi sforzi per lunghi tragitti nella prateria. Entrambe, Avena e grano appartengono alla grande famiglia delle Graminacee.

L’Avena sativa (coltivata due volte, in autunno e alla fine dell’inverno) presenta un fusto alto, vuoto e nodoso, foglie lineari, disposte a coppia con spighette che pendono dall’alto verso il basso. Come se stessero a segnalarci (Paracelso) una sensazione di intenso affaticamento. E’ forse un caso che l’Avena, cereale cosmopolita conosciuto fin dall’antichità, trovi impiego in fitoterapia per la sua proprietà tonica nell’astenia grazie della sua attività vitaminizzante e stimolante?

I frutti d’Avena hanno una quantità energica notevolmente superiore a quello che troviamo nella farina di frumento. E’ stato denominata da S.Proserpio, A Martelli, G.F. Patri (1983) “donatrice di oligoelementi”.

L’Avena contiene un ricchissimo bagaglio di sali minerali (ferro, fosforo, calcio, magnesia, silicio, zinco, magnesio), vitamina A,B1,B2,B6. Nonché flavonoidi nelle inflorescenze e saponine triterpeniche nelle foglie. (Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali 1998). Nelle cariossidi del frutto è altresì presente la trigonellina, uno stimolante neuromuscolari (N.B. le cariossidi sono il frutto secco con solo seme il cui tegumento aderisce strettamente al pericarpo, un involucro membranoso).

Attività principali stimolanti, vitaminizzanti, antinfiammatorie (nella paglia). Insonnia, specie in gravidanza.

Impiego terapeutico: astenia ed esaurimento nervoso, dermatiti (uso esterno). Un’altra proprietà rilevata è quello della riduzione nel numero delle sigarette fumate in seguito all’assunzione di Avena. Anche la dipendenza fisico – psichica nei confronti della morfina risulterebbe inferiore. Lo studio, condotto da Anand , apparso nella rivista Nature nel 1971, ha coinvolto 26 fumatori a cui è stato somministrato un estratto alcolico di Avena messo a confronto con un gruppo placebo. Anche dopo due mesi dal trattamento è emerso, nel gruppo trattato, una netta diminuzione nel numero di sigarette fumate. L’erba recente della pianta, ossia la sua parte aerea, viene utilizzata contro gli stati neurodistonici e l’insonnia (in particolare l’estratto alcolico).

La paglia (strumentum avenae) è risultata di una certa efficacia nelle dermatosi di tipo infiammatorio, pruriginose. La rivincita dell’Avenae , da foraggio minore, si è realizzata in dermatologia e nell’alimentazione umana. La farina della pianta è particolarmente indicata per i trattamento delle pelli delicate e facilmente arrossabili. L’Avena, come farina o fiocchi, è straordinaria nell’alimentazione della prima infanzia, in geriatria e nella convalescenza. Tossicologia. La letteratura non segnalata effetti secondari.

Forme farmaceutiche posologia. Avena sativa T.M. : 40 gtt 3 volte al giorno Infuso (Avena verde): 3 gr di droga (un cucchiaio colmo) in ¼ di acqua bollente, poi filtrare dopo aver lasciato raffreddare a temperatura ambiente. Bere una tazza più volte al giorno.

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli