Raul è l’ultima vittima della statale dopo Fabio, Gioia e Antonio
Raul Marian Costea, 26 anni, originario della Romania ma residente a Ladispoli. È l’ennesima vittima dell’Aurelia, quattro da agosto scorso nel tratto fra Santa Severa e Ladispoli. Tante, troppe. E, aldilà delle indagini svolte da chi di competenza per attribuire responsabilità e dinamiche varie, urgono serie riflessioni su quella che è diventata quotidianamente la statale.
A quanto pare un terno al lotto considerando che di incidenti ne scappano fuori all’ordine del giorno. È dall’estate scorsa (a dire il vero anche negli anni passati) che residenti e comitati di zona cercano di richiamare l’attenzione su un problema che sta diventando gigante.
Costea, un padre di famiglia con due bimbi piccoli, si è spento dopo l’urto violentissimo con un’altra macchina al chilometro 35 tra Palo Laziale e Olmetto Monteroni. È lo stesso punto, metro più, metro meno, dove è deceduta il 19 agosto 2025 Gioia Fioravanti, ladispolana, sbalzata per parecchi metri sull’asfalto mentre guidava la sua moto. L’impatto, terribile, prima con un furgone e poi con una macchina che camminava nel verso opposto. Soltanto cinque giorni prima era morto il suo fidanzato, Daniele Vallenari.
Tra i morti della via Aurelia si ricordano anche l’ispettore 51enne della Polizia locale di Cerveteri, Fabio Morolli, investito e ucciso a Furbara il 6 agosto scorso, e Antonio Paralisiti, il militare di 53 anni morto pochi giorni dopo in un altro incidente a Santa Severa.
Nel 2024 ci fu solo una vittima in questo tratto della statale. Il 23enne Andrea Ferlini, 23enne cerveterano, venne travolto da un furgone al chilometro 31,700 in prossimità del distributore di benzina dopo il cimitero di Palidoro. Era in viaggio sempre con il motorino.
Episodi che, sommati tra loro, delineano un quadro allarmante e difficile da ignorare. E quindi si ritorna alla carica sulla sicurezza. Sorpassi azzardati su rettilinei, distrazioni, inversioni a U in prossimità dei distributori di benzina, quest’ultimo un mantra che si ripete con una certa regolarità. È come fosse normale per alcuni automobilisti.
Le segnalazioni arrivano all’ordine del giorno ma basta guidare sulla statale per rendersene conto. Al termine della lunga scia di sangue estiva il primo cittadino cerveterano, Elena Gubetti, aveva spedito una lettera ad Anas affinché venissero adottate al più presto delle contromisure. Analoghe prese di posizioni erano arrivate dagli altri sindaci del litorale, come Alessandro Grando (Ladispoli) e l’ex di Santa Marinella, Pietro Tidei. Quest’ultimo in particolare aveva chiesto delle barriere di cemento nei punti più rischiosi.
Finora non è accaduto nulla. Da Cerveteri a Torrimpietra, comune di Fiumicino, sono ben 10 i dispositivi in 20 chilometri, di media quindi uno ogni due, pronti a multare i guidatori indisciplinati. Gli incidenti avvengono lontani dagli occhi elettronici. Ecco perché sarebbero al vaglio dei dispositivi elettronici anche sui rettilinei teatro di sciagure continue.




































































