ASSALTO ALL’ANAGRAFE PER I CAMBI DI RESIDENZA

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redito di cittadinanza

E SE FOSSE UN MODO PER POTER OTTENERE IL REDDITO DI CITTADINANZA? IL COMUNE AMMETTE: «SI TRATTA DI FLUSSO ANOMALO»

«Questo flusso è alquanto anomalo», aveva detto poche settimane fa Fiovo Bitti, assessore ai Servizi demografici di Ladispoli riferendosi a quelle file lunghissime dovute anche ai cambi di residenza. E a spulciare i numeri di Palazzo Falcone c’è qualcosa in effetti di strano che forse vale la pena approfondire. Certo, nulla di certo, ma un sospetto c’è su quelli assalti allo sportello Anagrafe, molti dei quali generati dalla richiesta di poter usufruire nel reddito di cittadinanza attraverso una semplice variazione di residenza all’interno della stessa città, magari dopo aver parlato prima con qualche Caf di zona.

sportello anagrafeMa perché tutta questa fretta di cambiare casa in piena pandemia? Le code si registrano ogni giorno di fronte al municipio. Utenti sono in coda per il rinnovo della carta d’identità o per qualsiasi altra necessità. Altri cittadini, stranieri ed italiani, attendono invece il turno per comunicare separazioni, cambi di residenza e ribadire di essere ormai un nucleo familiare autonomo, chissà magari proprio per abbattere il tetto dei 9.600 euro e rientrare così nel bonus previsto dal Governo. Occorre poi poter mostrare un regolare contratto di affitto.
Le statistiche. Gli spostamenti sono praticamente il doppio rispetto all’anno passato paragonando il dato nei primi due mesi del 2020, quando furono appena un centinaio le pratiche espletate dagli impiegati, rispetto a gennaio e febbraio 2021, arrivate già a quota 230. E centinaia e centinaia sarebbero in fase di lavorazione. Di situazioni quanto meno dubbie ne sarebbero spuntate numerose nell’ultimo periodo. C’è da dire che il personale è anche di meno rispetto al passato (i dipendenti neanche arrivano a quota 100) e nonostante l’emergenza sanitaria le richieste dei cambi di residenza sono molte di più: un vero e proprio boom.

Le reazioni. Poche settimane fa l’assessore ai Servizi demografici di Ladispoli aveva lanciato l’allarme senza troppi giri di parole. «Rispetto ad altri comuni – ha scritto in una nota Fiovo Bitti – si osserva un alto numero di variazioni di residenza, che interessano sia cittadini italiani che stranieri a fronte di un incremento ridotto della popolazione, un aspetto che sarà approfondito con attenzione». E poi ci sarebbero gli “irrintracciabili”: residenti asiatici, africani e dell’Est Europa destinatari del reddito di cittadinanza nonostante alcuni di loro pare siano rientrati nei Paesi di origine. Il Comune ha provato a chiamarli anche per il permesso di soggiorno scaduto e loro non sarebbero in Italia. Gli stranieri iscritti all’Anagrafe sono 7.781, di cui 4.500 romeni. «È davvero complicato per il Comune disporre di strumenti idonei per accertamenti mirati – ammette Claudio Aronica, assessore al Bilancio di Ladispoli – non abbiamo neanche la possibilità di incrociare i dati con l’Inps per capire se la variazione possa combaciare con la percezione del reddito. Spetterebbe ad altri organi indagare.
Ma chi potrebbe verificare se una moglie vive ancora col marito dopo aver spostato la residenza da un’amica per prendere il reddito di cittadinanza? Bisognerebbe entrare casa per casa. Tuttavia cercheremo di effettuare tutti i controlli possibili confrontandoci ad esempio con gli uffici della nettezza urbana». Da circa un anno e mezzo oltre 600 nuclei familiari di Ladispoli ricevono il sussidio. Si supera abbondantemente mille con Cerveteri.
Nessuno finora ha ricambiato offrendo alla comunità ore lavorative, come prevede del resto la normativa. Tutta colpa di un sistema burocratico complesso mentre intanto lo Stato, solo ai percettori di queste due città, avrebbe versato milioni e milioni di euro senza avere nulla in cambio. Di questi però il 30% è esentato come previsto dal provvedimento del ministero del Lavoro. Studenti, over 65 e diversamente abili sono categorie protette che non devono quindi contraccambiare con alcun impegno verso la comunità. E bisogna anche specificare che il reddito ha ridato dignità a tutte quelle persone che avevano perso un lavoro e magari dovevano mandare avanti la famiglia. U

na volta sciolto il nodo della burocrazia nulla potrà più ostacolare la chiamata dei cittadini in lista per un impegno di almeno 8 ore settimanali. Molti di loro avrebbero già dato la disponibilità ad ottenere qualsiasi incarico. Sentinelle fuori negli istituti scolastici per far scendere e salire i bambini dai vari pulmini. Volontari pronti ad affiancare il lavoro dei netturbini e delle guardie ambientali in alcune opere di pulizia in particolar modo nei giardini e sul lungomare.

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