Licenziamento collettivo per una politica senza scrupoli e memoria: lavoratori cancellati dopo 20 anni di servizio.
I lavoratori reperiti tramite cooperativa non vanno più bene in Italia, il personale viene assunto tramite concorso pubblico. E che fine fanno i lavoratori già operativi nell’Ente? Sostituiti, vengono mandati a casa. Senza scrupoli. Seguono la cooperativa.
Succede anche nella Asl Roma 4 dove 80 operatori socio sanitari con 25, 20 e 15 anni di servizio tra Bracciano e Civitavecchia il 31 ottobre 2025 vedranno scadere il contratto di lavoro. La cooperativa, al mancato rinnovo di appalto da parte della Asl risponde con un licenziamento collettivo, senza possibilità di ricollocamanto in altre realtà sul territorio. L’azienda sanitaria invece, sta attingendo dalla gladuatoria del concorso, indetto per aggiungere 50 unità all’organico, per assumere personale in sostituzione degli 80 che mandano via. Ma gli 80 Oss esistono. Stanno lavorando anche ora che la loro storia diviene pubblica. Non vogliono perdere il lavoro, non possono permetterelo: famiglie con bambini da crescere, persone vicine alla pensione e monoreddito che hanno acceso mutui, programmato il futuro su un entrata che dalla fine di ottobre verrà meno.
Hanno scritto una lettera indirizzata al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a consegnarla oggi stesso, la sindaca di Cerveteri Elena Gubetti al fianco dei lavoratori a rischio. Chiedono di essere integrati anziché licenziati dalla Asl così come è accaduto in altri settori pubblici con il venire meno dello strumento aziende appaltanti.
Al momento nessuna proposta per gli 80 Oss che dal 31 ottobre 2025 resteranno a casa. Alcuni di loro hanno partecipato al concorso indetto senza vedersi riconoscere un punteggio relativo agli anni lavorati e sono in lista con altri 3000 aspiranti Oss per ricoprire un ruolo già loro. Tra loro c’è anche chi non è riuscito a supere la prova orale, vuoi per l’emozione, vuoi per il caso:”A un passo dalla pensione perdo il lavoro, dopo una vita in corsia nell’ospedale di Bracciano, dopo le enormi difficoltà affrontate nel periodo pandemico – quando ci chiamavano angeli – Dopo 25 anni di servizio, cambia la burocrazia e la Asl Roma 4 ci dimentica”.

In questo momento le 80 famiglie in difficoltà non possono essere lasciate sole, istituzioni, privati e associazioni nel territorio di pertinenza della Asl Roma 4 sono invitate a sostenere questi lavoratori. Gli ospedali di Bracciano e Civitavecchia oggi più che mai sono presidi sanitari di riferimento per le città di Cerveteri e Ladispoli sprovviste di un punto di primo soccorso proprio. Perdono dei professionisti esperti, conosciuti questa mattina a Sala Ruspoli in occasione dell’incontro tra il sindaco Gubetti insieme al Vicesindaco Riccardo Ferri e all’Assessore Alessandro Gazzella, con i referenti del Comitato di Zona Cerenova – Campo di Mare, del Comitato di Zona Valcanneto, dell’Associazione Nautica Campo di Mare e del gruppo Noi Moderati di Cerveteri e Ladispoli, per ritirare le oltre 3500 firme raccolte durante i mesi estivi per chiedere al Presidente della Regione Lazio Rocca la riapertura del Punto di Primo Intervento di Cerveteri e Ladispoli. Presente il Consigliere comunale di Ladispoli Roberto Garau.
“Sappiamo benissimo che si tratta di una struttura che non potrà più riaprire – dichiara Gubetti – il Decreto Ministeriale 70 del 2015, infatti, consente la presenza di Punti di Primo Intervento solo all’interno di strutture ospedaliere in grado di garantire la stabilizzazione d’urgenza dei pazienti, struttura che qui non abbiamo”. Da qui la proposta del sindaco in Regione per far sì che si incrementino i servizi di prossimità per il cittadino.
Certi di un celere riscontro positivo da parte della Asl Roma 4, auguriamo ai lavoratori oggi in stato di agitazione, un futuro ricco di soddisfazioni professionali e personali.



































































