Ascani attacca la sindaca Raggi: ” Si metta in testa che nel Consiglio Metropolitano non ha la maggioranza”

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Riceviamo e pubblichiamo dal capogruppo de “Le Città della Metropoli”. Federico Ascani, in merito alla seduta di venerdì 11 novembre della Città metropolitana.

Nel Consiglio Metropolitano occorre condividere le scelte, nessuno ha la maggioranza.
Al di là dei singoli provvedimenti discussi nella seduta del Consiglio Metropolitano, dopo quella riservata alla mera presa d’atto degli eletti, il dato politico che ne esce è che la Sindaca Raggi deve necessariamente aprire una discussione con tutte le forze politiche. E se questo era evidente dai numeri espressi dal voto del 9 ottobre, che ha delineato uno scenario dove su 24 consiglieri solo 9 sono del Movimento 5 stelle, nei fatti quello che si è concretizzato è che il centro sinistra con le proprie scelte può condizionare i lavori in Aula.

Credo sia necessario che la Sindaca Raggi, oggi peraltro neanche presente in Aula, capisca che nel Consiglio Metropolitano non vi è una maggioranza numerica e noi non staremo a guardare .
Per far lavorare bene l’aula, e quindi varare provvedimenti che ricadono su tutti i 121 Comuni dell’Area Metropolitana, occorrerà lavorare insieme. A Palazzo Valentini non ha la maggioranza, e quindi ogni atto va condiviso, e nella massima trasparenza.

Oggi ne ha avuto la prova. L’aula ha respinto il parere sulla sua designazione del Presidente del Consorzio del lago di Bracciano. Abbiamo inoltre approvato le mozioni a sostegno della candidatura di Roma Capitale alle Olimpiadi. Una mozione che ha il valore politico di far comprendere ai 5 stelle che determinate scelte ricadono su tutti i Comuni, e non solo sulla Capitale. Così come abbiamo chiesto la revoca di un bando che ha penalizzato tanti piccoli Enti ed il sostegno agli stessi per l’utilizzo dei mezzi in uso alle locali sedi della protezione civile.

La sola mozione votata all’unanimità è stata quella sul sostegno ai Comuni colpiti dalla tromba d’aria di domenica scorsa, a dimostrazione che di fronte alla calamità naturali le differenze, seppur importanti, emerse anche oggi in aula, vengono in second’ordine”.