Arrivano le pensiline sui binari della stazione di Cerenova

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i lavori iniziati alla stazione

Rete Ferroviaria Italiana ha avviato l’apertura dei cantieri per installare le tettoie nella stazione di Campo di Mare, ne parliamo col delegato Renato Gallusodi Giovanni Zucconi

Finalmente una buona notizia per i pendolari che tutte le mattine prendono il treno nella stazione di Marina di Cerveteri. E non solo per loro. Finalmente è stata annunciata da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, una data di inizio per i tanto attesi lavori di ammodernamento della nostra stazione: nella notte tra il 5 e il 6 marzo. Questo è stato annunciato da un soddisfatto Sindaco Alessio Pascucci qualche giorno fa. Come ormai tutti sanno, la stazione di Marina di Cerveteri (vedremo in seguito che non è corretto chiamarla così) è l’unica fermata, da Roma a Civitavecchia (almeno), che non ha uno straccio di pensilina per riparare i viaggiatori quando piove, e nemmeno una banalissima sala d’aspetto per proteggersi dalle intemperie. Tutte le altre stazioni, tutte, da Termini a Civitavecchia, ne sono dotate. Non vi voglio raccontare, ancora una volta, le scene dantesche interpretate dai viaggiatori che devono salire sul treno i caso di pioggia battente. E stiamo parlando di centinaia di viaggiatori bagnati di pioggia che si accalcano, con gli ombrelli aperti, davanti le entrate dei vagoni. Ma perché ricordare il passato se sono stati finalmente annunciati i “…cantieri per l’installazione di pensiline anti-pioggia e anti-sole a servizio dei pendolari presso la Stazione ferroviaria di Marina di Cerveteri”? Diamo atto che dopo anni di pseudo gestione del problema, finalmente si è riusciti a “costringere” RFI a iniziare i lavori in una stazione, assolutamente inadeguata, che serve un paese di quasi 40.000 abitanti. Così come, finalmente, diversi mesi fa, era stata installata una macchinina distributrice dei biglietti. Anche in questo caso, sull’intera linea, mancava solo da noi.  Ma questo annuncio, mi si perdoni la mancanza di fiducia, non mi fa esultare più di tanto. Nel senso che sicuramente si installeranno delle pensiline ma, spero di sbagliarmi, i lavori risulteranno alla fine assolutamente insufficienti. Perché dico questo? Perché nell’ultimo degli annunci di progetto che ci aveva propinato in passato RFI, si parlava di “insormontabili problemi tecnici” per l’installazione delle pensiline su tutto il tratto delle banchine dei binari 1 e 2. Per il binario 1, quello in direzione Roma, ci si sarebbe limitati a mettere una copertura nell’area tra l’ex edicola e il recinto della casa cantoniera. Quindi pochi metri. Si sarebbe anche coperta la parte immediatamente davanti il bar. Stiamo parlando della lunghezza di neanche due vagoni, complessivamente. Nel binario 2, quello in direzione Civitavecchia, era prevista una copertura ancora inferiore. Si pensava di mettere una pensilina nei pochi metri che vanno dalle scale di accesso fino alla rampa per i disabili. Meglio di niente? Forse sì. Ma è sicuramente molto poco, se mi proteggi dalla pioggia l’ingresso a uno o due vagoni, quando ce ne possono essere anche una decina lungo tutta la banchina. Nella proposta non c’era poi nessuna traccia di sala d’aspetto. Questo era l’ultimo progetto condiviso con RFI. Nel frattempo le cose saranno cambiate? Lo spero. Ma visto che stiamo parlando di lavori annunciati a gennaio del 2015, e mai riproposti, qualche dubbio mi sia concesso. Per approfondire meglio la questione, abbiamo intervistato Renato Galluso, una vecchia e gradita conoscenza di tutti i pendolari della linea Roma-Civitavecchia. Controllore inflessibile, ma mai inutilmente severo, e oggi delegato al Trasporto su Ferro del Comune di Cerveteri

Signor Galluso, finalmente una buona notizia per la stazione di Marina di Cerveteri

“Si. Finalmente inizieranno i lavori per l’installazione delle pensiline. Ci siamo dati tutti da fare, e i risultati sono arrivati.”

Come si è arrivati a questo annuncio di RFI?

“Dopo 40 anni di lavoro con Trenitalia qualcosa ho imparato. Conosco bene la realtà e le sue problematiche. Sulla questione della fermata di Marina di Cerveteri, io mi tengo in contatto con RFI, non dico tutti i giorni, ma quasi. Perché non ho mai voluto sentire parlare di stazioni, di viaggiatori o pendolari, di serie A o di serie B. Marina di Cerveteri merita di essere trattata come tutti gli altri impianti. Come Civitavecchia o come Ladispoli. Vedere la stazione di una città di 40.000 abitanti priva di una sala d’aspetto e priva delle pensiline, dove i viaggiatori vanno a prendere il treno e arriva l’acquazzone o la bufera, e non hanno un posto dove potersi riparare, la cosa è inaccettabile. Vedere i pendolari che si bagnano quando piove è vergognoso. E su questo non si faranno sconti a nessuno. Questa è una situazione che nessuno assessore, nessun alto dirigente di Trenitalia, nessuno può accettare. Io sono in contatto e mi coordino giornalmente con il mio assessore di riferimento, Elena Gubetti. Tutte le mattine vado in stazione, parlo con i pendolari, e con i loro rappresentanti. Cerco di capire se ci sono problemi.”

Quando pensa che potranno terminare i lavori?

“I funzionari di RFI mi hanno garantito che termineranno entro il 2018, ma non ho ancora una data certa da comunicare.”

Che cosa è cambiato nella gestione dei rapporti con RFI? Io ho sempre avuto l’impressione che per molto tempo non si sia saputo trattare con i loro dirigenti, e che la questione sia stata affrontata sempre con poca decisione.

“Forse in passato si è lavorato poco su questa cosa. Se io ti faccio una domanda e tu non mi dai una risposta, io la domanda te la rifaccio. Fino a quando tu non mi dai una risposta. Poi quella risposta io la voglio con certezza.”

Quindi anche per lei, in passato, la questione delle pensiline non è stata gestita benissimo. A gennaio del 2015 davano i lavori per imminenti…

“Evidentemente no. Altrimenti dovevamo essere già avanti.”

Stavolta i lavori verranno sicuramente fatti, ma temo che RFI presenterà un piano minimale, che prevede poche pensiline all’inizio delle banchine, già proposto tre anni fa. Dicevano che non si sarebbe potuto fare di meglio, perché le banchine erano troppo strette. Se fosse così, la pregherei di opporsi…

“In non ho ancora visto il progetto che presenterà RFI. Ma se le banchine sono troppo strette si dovranno allargare verso il parcheggio. Che problema c’è. Loro dovranno fare, quanto meno, una o due pensiline per ogni vettura. Questo perché il flusso dei viaggiatori deve essere spalmato lungo il marciapiede. Comunque l’assicuro che seguiremo i lavori tutti i giorni, e non molleremo di una virgola. Ho da poco sentito anche l’assessore regionale, Michele Civita, e tutti i giorni mi sento con l’Assessora Elena Gubetti, che è una grande professionista. Sempre disponibile.”

Perché a Cerveteri abbiamo l’impressione che nella stazione di Ladispoli si facciano sempre tanti lavori, e da noi no? Che li sia sempre tutto più bello e funzionante. Sono più bravi a chiedere gli amministratori di Ladispoli?

“No. Non è che sono più bravi a Ladispoli. Bisogna tenere conto di una differenza che c’è tra Ladispoli e Cerveteri. Ladispoli è una stazione, Marina di Cerveteri, è una fermata.”

Quale è la differenza?

“La stazione è quella dove c’era un capostazione, una gestione, una biglietteria, dei bagni, un quadro di controllo, degli operai… Tutto questo a Ladispoli c’era. A Marina di Cerveteri non c’è mai stato perché è nata come fermata, ed è rimasta fermata. A Ladispoli sembra che facciano più lavori perché devono mantenere quello che c’è sempre stato.”

Potremmo diventare anche noi stazione?

“Stazione no. Trenitalia ormai tende a ottimizzare e risparmiare sulle infrastrutture. Per esempio, quanto prima, come stazione, chiuderà anche Tuscolana. Però Marina di Cerveteri può essere valorizzata, e resa più agibile per i viaggiatori. Si può mettere una comoda saletta d’aspetto, delle pensiline, le telecamere, un bel bar, le macchinette per i biglietti. A quel punto non c’è bisogno di chiamarla stazione. Ma stia tranquillo. Io mi batterò sempre affinché non esistano più pendolari di serie a e di serie b.”

Ha qualche progetto per i parcheggi intorno alla stazione?

“Il flusso dei viaggiatori aumenta di anno in anno. Non è pensabile costruire sempre nuovi parcheggi per venire incontro all’aumento delle macchine in sosta. Quello che dobbiamo organizzare è un servizio di navette che spinga i viaggiatori a lasciare le auto a casa, e ad andare alla stazione in autobus. Bisogna aumentare le corse degli autobus che collegano Cerveteri alla stazione Solo così possiamo risolvere il problema dei parcheggi.”

Non le risulta che nel parcheggio della stazione di Cerveteri ci sono macchine che vengono spesso parcheggiate in modo da impedire agli altri i necessari spazi di manovra per entrare ed uscire?

“E’ vero purtroppo. Bisogna sensibilizzare i vigili perché questo modo di parcheggiare in stazione non va bene. Bisogna intervenire subito perché la situazione è molto seria. A volte è tutto bloccato e non si riesce nemmeno a fare manovra. Se c’è qualche persona che non ha una buona dimestichezza, non riesce più ad uscire. Non è vero che parcheggiano così quelli che arrivano all’ultimo momento. Sono quasi sempre gli stessi. La polizia locale dovrebbe intervenire in modo più costante.”

Se potesse fare qualcosa per migliorare la stazione, cosa farebbe?

“Una cosa importante sarebbe fare la sala d’aspetto. Poi curerei meglio lo spazio fuori per farla diventare una stazione più bella e accogliente. Non arrivi in una stazione qualunque. E’ la stazione di un sito UNESCO. Metterei fuori dei fiori e tanto verde. Qualcosa che mi ricordi che sono arrivato in una città ricca di storia. Il mio sogno è quello di vedere una bomboniera quando scendo dal treno.”

Non ci vedrebbe bene anche un PIT?

“Sicuramente si. Per questo il Comune è interessato al piccolo locale dell’ex giornalaio, per acquisirlo e sistemarlo. Li ci vorrebbe fare proprio un punto di informazione. Un PIT. Di questo me ne hanno parlato sia Zito che Croci. Ho sentito RFI, che ha detto che potrebbe essere possibile.”

 

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