DALL’INFINITESIMALE ALLA FOBIA
L’acido nitrico scioglie l’argento con un’aggressività da portare alla formazione di un sale ossigenato, il nitrato d’argento (AgNO3). Ne deriva, a freddo, una sostanza solida, cristallina, amorfa (priva di forma), incolore, solubile in acqua mentre se, fuso in un cilindro, viene impiegato come caustico col nome di “pietra infernale”.
Agisce infatti come ossidante sulle sostanze organiche, dando un deposito nero argento. Con il termine caustico (dal greco “brucio”) si intende ogni sostanza chimica che distrugge i tessuti. In dosi ponderali il suo nitrato d’argento (AgNO3) è tossico in quanto comporta una distruzione tissutale tramite una flogosi e/o ulcerazioni delle mucose e delle turbe a carico del sistema nervoso centrale.
Ad una fase di eccitazione, con tremori, segue poi la paralisi. Pensiamo al triste destino di questo metallo, l’argento, il più prezioso dopo l’oro, bianco e molto lucente, duttile e malleabile, utilizzato in antichità come specchio: “splendido, splendente” (Donatella Rettore). Orgoglio di donne etrusche – romane. Davvero una drammatica barbarica fine se sciolto dall’acido nitrico. Il quadro clinico degli effetti del nitrato d’argento, in dosi ponderali, è solo parzialmente sovrapponibile con quello delle dosi omeopatiche (infinitesimali, diluite e dinamizzate).
Nel “mondo DI Gulliver”, ove il ponderale svanisce, le patologie organiche, sia acute che croniche, sono anche qui delle flogosi talora anche ulcerative (gastroduodenite, ulcere gastroduodenali, uretriti; talora simili alle malattie infiammatorie intestinali tipo rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn).
Anche la cefalea “espansiva” (tipo “testa che scoppia”) e un’ eiaculazione precoce (eiaculatio precox) strettamente legate al suo psichismo – precipitoso – ansioso. In omeopatia è fondamentale specie nelle malattie croniche, lo stato mentale del paziente cosi come le “note chiave” senza le quali non si metterebbero a fuoco la vera tipologia del paziente. E’ come vedere, grazie all’infinitesimale, quelli aspetti peculiari che non si osserverebbero ad occhio nudo.
E’ come guardare con un microscopio elettronico. Ponderale e infinitesimale, due facce opposte, saldate, interconnesse della stessa medaglia. Il mentale (la psiche) della tipologia Argentun nitricum va ben oltre l’agitazione ansiosa, l’eccitazione del ponderale Nitrato d’Argento. Vi è un ansia di anticipazione con la convinzione che il tempo passi troppo lentamente. E’ per questo motivo che la tipologia arriva molto prima agli appuntamenti programmati.
Vi è in lui un’infinitesimale tipo “notte prima degli esami”, uno stato ansioso purtuttavia indeterminato, per un pericolo che non si conosce, e, col tempo, si trasforma in fobie vere e proprie. Sono pause concrete, reali, di oggetti a situazioni ben precisa che si ripetono nel tempo sempre con le medesime modalità, con le stesse caratteristiche. Per esempio verso i coltelli, i ragni, i piccoli rettili ((lucertole), oppure trovarsi da soli in una grande piazza (agorafobia) restare chiusi in una stanza (claustrofia), immersi in una folla di persone.
Né mancano, a seconda dei soggetti, la paura delle malattie (patofobia). Un’altra “nota chiave”, oltre all’ansia di anticipazione e alle individuali fobie sopracitate, è la paura, anche in questo caso fobica, dalle grandi altezze, con sensazione di essere attratti nel vuoto. Aggiungerei anche una diarrea verdastra sia su base emotiva nell’ansia di anticipazione sia dopo esagerato consumo di dolciumi, dei quali il paziente è molto goloso.
La tipologia Argentum nitricum è in precario equilibrio psicofisico, con una irrequietudine che, seppur su un terreno predisponente genetico, viene aggravato da oppressioni psichiche prolungate, affaticamento cerebrale, talvolta persino dopo esercizi fisici eccessivi e ripetuti. Non si vive bene nei panni di Argentum nitricum, cosi tanto irrequieto da non trovare né serenità, né pace. Troppo incalzanti sono i suoi ritmi di vita per fuggire dagli affanni, dalle paure, dalle fobie. Uno stile di vita che come il nitrato di argento avvelena la vita.


































































