L’interpretazione dei sogni ha incuriosito gli uomini fin dall’antichità.
Chi storicamente ha approfondito questo tema come nessun altro è stato certamente Sigmund Freud e poi gli altri psicoanalisti che sono venuti dopo. Il primo aspetto pratico che vorrei sottolineare nell’interpretare i sogni è il fatto che non esiste nel sogno una simbologia fissa, tipo “La smorfia” napoletana.
Uno stesso simbolo o immagine ha un significato diverso a seconda di chi lo sogna: se due persone sognano una stessa cosa, questa immagine simbolica avrà significati diversi per ognuna di esse: per una persona, per esempio, sognare un pulcino bagnato che pigola (tanto per dire), può stare a rappresentare il figlio adolescente che dietro ad un atteggiamento autosufficiente e ribelle è invece percepito dall’inconscio del genitore che lo sogna come un ragazzo ancora molto insicuro e piccolo; per un’altra persona sognare lo stesso pulcino bagnato potrebbe magari stare a rappresentare una parte fragile e spaurita del suo Sé, che in quel momento della sua vita, per varie vicissitudini personali, il suo inconscio sceglie di rappresentare sotto questa forma, etc.
Bisogna dire che rispetto a questo tema della simbologia delle immagini oniriche, nella psicoanalisi ci sono due distinte correnti di pensiero: quella di Freud e dei
freudiani che è quella appena descritta, in cui non si crede ad una simbologia unica per tutti, e quella di Jung e degli Junghiani per i quali invece esistono immagini e simboli universali, quelli che Jung chiamò “gli archetipi dell’inconscio collettivo”, comuni a tutti gli individui: e così, secondo loro, sognare di volare, per esempio, ha per tutti lo stesso significato, etc.
Fatta questa premessa, un punto davvero centrale per interpretare i nostri sogni è capire che i personaggi che sogniamo nel sogno non sono quello che sembrano: il sogno è come un film che la nostra mente mette in scena per rappresentare un contenuto emotivo-affettivo: come un regista la nostra mente sceglie il suo cast di attori e li sceglie
tra gli attori migliori che conosce in memoria (le persone che abbiamo conosciuto nella nostra vita) per fargli interpretare alcuni ruoli. Se per esempiofaccio un incubo in cui sogno che mio zio mi pugnala alle spalle, non devo realmente temere che mio zio abbia un istinto omicida nei miei confronti (potrebbe anche essere, per carità, ma è solo una delle possibili
interpretazioni di quel sogno).
Il sogno non sta parlando di mio zio, ma dell’emozione che attraverso la scelta del personaggio “mio Zio” sta mettendo in scena: in questo caso presumibilmente un grande
terrore di qualcosa. Potrei essere spaventato per un’operazione che dovrò a breve fare, o una visita medica importante, o temo l’arrivo di una cartella esattoriale, o una qualsiasi altra cosa che mi generi un’angoscia forte con senso di minaccia per la mia incolumità fisica, economica, etc. Se ho avuto uno zio che mi incuteva fin dall’infanzia molto terrore
(magari lui era una persona dolcissima ma io lo percepivo così…) per alcune sue caratteristiche, ecco che la mia psiche lo può mettere nel cast per rappresentare questa sceneggiatura. E’ sempre, dunque, l’emozione che viene rappresentata nel sogno che dobbiamo individuare, per poi metterla in relazione con qualcosa che recentemente ci sta
accadendo che può averla generata in noi.

Psicologo – Psicoterapeuta
Riccardo Coco
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