15 settembre raccolta fondi al Teatro Quirino
Quando l’arte incontra il sociale, “l’impossibile diventa realtà”
Ci sono tanti modi per far beneficenza, talmente tanti che spesso dubitiamo che vadano a buon fine. Sono cresciuta negli anni ’70 ed a quei tempi chi come me abitava a Roma Nord, soleva vedere nel bel mezzo di Corso Francia, un simpatico barbuto uomo di mezz’età che faceva lo slalom tra gli automobilisti fermi al semaforo, chiedendo a ciascuno “cento lire”.
Per l’aspetto sorridente e tondeggiante era denominato Babbo Natale. Anche mio padre gliele dava le sue belle cento lire, insegnando a me ed a mio fratello Federico che si doveva aiutare chi aveva necessità. Poi un bel dì su un quotidiano capitolino saltò fuori un articolone a tutta pagina ove si raccontava come quel simpaticone di “babbo natale” fosse un attempato giocherellone, un ex dirigente in pensione, domiciliato in una fiorita villetta della periferia da dove tutte le mattine se ne partiva per chiedere l’elemosina sul viadotto.
Beh non fu piacevole, ci sentimmo un po’ tutti menati per il naso, qualcuno borbottò, qualcuno sentenziò ma mio padre, imperterrito, continuò a dargli le sue belle cento lire. Ovviamente, nel vederglielo continuare a fare, mio fratello ed io ci guardavamo sollevando le sopracciglia finché un giorno tenemmo a ricordargli l’articolone. “Non è importante perché lui chieda cento lire” ci rispose “lo è molto di più lo spirito con cui voi gliele darete”. Fu un grande insegnamento, opinabile per carità, ma vista la professione che svolgo e le tantissime occasioni in cui mi sono ritrovata a collaborare con associazioni, artisti, fondazioni, improvvisati e scappati di casa che decidevano di mettersi a disposizione per “fare del bene”, quello che ho cercato sempre di capire guardandoli negli occhi è stato lo spirito che li muove. Già. Perché è brutto quando poi scopri che il ricavato dell’evento creato ad hoc per un caso pietoso, manda avanti le spese dell’ufficio o quando da un testimonial ti senti chiedere sottobanco una royalty per la presenza. Molto brutto e pure antipatico.
Così quando qualche giorno fa mi è arrivata per whatsapp da una cara amica la locandina dell’ ELENA di Euripide diretta da Nicasio Anzelmo, uno degli spettacoli più belli che abbia visto in questi ultimissimi anni, programmato al Quirino per beneficenza mi sono detta “A dieci euro per beneficenza? Ma il produttore è impazzito?”.

Invece è proprio così: il 15 settembre alle 20,30 il Teatro Quirino ospiterà questa meravigliosa opera teatrale in cui una strepitosa Silvia Siravo interpreta in maniera unica ed inimitabile la bellissima Elena di Troia, proprio la nota scombina-famiglie, redimendola a moglie fedele e imperturbabile anche grazie al tempestivo inganno ideato dagli dei che, sostituitola con il suo ologramma, la proteggono su un’isola egizia fino al ricongiungimento col marito Menelao, un altero, fiero e affascinante Ruben Rigillo.
Ed oltre ad un cast di una decina di attori e attrici di tutto rispetto ci saranno scene e costumi bellissimi, importanti, specchi, giochi di luce, praticabili girevoli oltre a musiche squisitamente barocche cantate tra movimenti scenici e coreografie, tutte cose che tradotte in soldoni fanno di ELENA uno spettacolo costoso. Ma il 15 settembre lo si potrà vedere acquistando un biglietto a soli euro 10,00. Prezzo unico per tutti i settori. Scopo della rappresentazione, sostenere con il ricavato la ricerca oncologica del Policlinico Gemelli. “Muovendomi tra i corridoi di quell’imponente ospedale per delle cure” mi ha spiegato con dolcezza Anna Teresa Rossini cammeo recitativo dell’Elena e motore di questa meravigliosa iniziativa “ho sentito il desiderio di fare qualcosa per aiutare questo luogo in cui ho incontrato straordinaria umanità e serietà.
Ho pensato così di mettere a disposizione il mio lavoro, quello del teatro che porto avanti da tanti anni, proponendo una serata di raccolta fondi da destinare INTERAMENTE alla ricerca oncologica della Fondazione Policlinico Gemelli. Grazie all’adesione della Compagnia, della produzione “teatro della città” e del Teatro Quirino, il 15 settembre porteremo in scena l’Elena di Euripide: una tragicommedia con un lieto fine che farà sorridere e al tempo stesso, riflettere su temi fondamentali come la vacuità dei motivi che portano alla guerra. Speriamo in una grande affluenza per offrire il maggior sostegno possibile e sensibilizzare l’opinione pubblica sul lavoro eccezionale e necessario che svolge il Policlinico.
Tra quelle mura, per citare il nostro testo, spesso l’impossibile diventa realtà grazie al lavoro indefesso di medici e ricercatori.” Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro: moltissimi sono stati gli spettatori che dal debutto al teatro romano di Ferento nel 2023 ad oggi lo hanno visto, compresa me che per applaudirlo e poterlo finalmente recensire andrò a breve al Teatro dei Rozzi di Siena, oltre che al Quirino, ovviamente. Inutile aggiungere che nessuno degli attori, dei tecnici e delle maestranze riceverà la paga come anche la prestigiosa sala.
“Mi auguro di cuore che iniziative di questo genere diventino sempre più frequenti” ha concluso nel suo messaggio Anna Teresa Rossini. Me lo auguro anch’io, “Cicci”, e assieme a te ed a me credo se lo auguri tanta altra gente.
I biglietti possono essere acquistati direttamente al botteghino del Teatro Quirino in Via delle Vergini 7 – Roma oppure online sul sito www.teatroquirino.it/elena




































































