UNO SPETTACOLO NELL’AMBITO DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELL’AGRICULTURA 2026
C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega il solco tracciato da un aratro alla pagina di un libro o al copione di uno spettacolo. Questo filo si chiama cultura. A Cerveteri, questo legame torna a farsi voce grazie alla visione del regista Agostino De Angelis, che sabato 16 maggio 2026 (ore 17.45) porterà in scena presso la Chiesa Madonna di Loreto in località Due Casette, la rappresentazione teatrale multimediale “Isidoro il Santo Contadino”.
L’evento non è soltanto una celebrazione religiosa, ma il cuore pulsante della III Edizione del Festival Internazionale dell’AgriCultura. Già nel nome del Festival, ideato da De Angelis insieme all’Associazione ArcheoTheatron, emerge la volontà di riscrivere il concetto di agricoltura: non più solo produzione e fatica, ma custode di memoria, etica e identità. Il progetto mira a trasformare il paesaggio agrario in un bene culturale da tutelare.
In un mondo che corre verso la dematerializzazione digitale, De Angelis sceglie di fermare il tempo e puntare i riflettori sulle «mani nella terra», rivendicando per il lavoro contadino la stessa dignità che si riconosce alle più alte forme d’arte. Il suo lavoro si distingue, ancora una volta, per la capacità di trasformare luoghi non convenzionali in palcoscenici carichi di significato.
La sua regia diventa un’operazione di restituzione simbolica. “Raccontare Sant’Isidoro oggi,” spiega il regista, “significa celebrare il valore etico del lavoro e la custodia del creato. Abbiamo scelto la Chiesa delle Due Casette perché è un luogo che trasuda la storia della Riforma Fondiaria dell’Ente Maremma: lì il sudore si è trasformato in dignità e radici.”
Attraverso un linguaggio multimediale che fonde proiezioni storiche, filmati d’epoca e recitazione dal vivo, De Angelis orchestra un racconto corale. Sul palco, accanto agli attori dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage (Riccardo Frontoni, Stefano Ercolani, Nerina Piras, Bruno Frosi, Samira Ercolani), troveranno spazio i giovanissimi alunni delle scuole del territorio e della comunità parrocchiale, segnando un passaggio di testimone generazionale fondamentale per la sopravvivenza della memoria locale.
L’evento, nato dalla determinazione dei parroci Don Mario Vecchierelli e Padre Vittorio Carminati e promosso dalla Diocesi di Porto Santa Rufina, vedrà anche l’intervento della scrittrice Maria Pia Cedrini, che esplorerà il ruolo cruciale delle donne nel mondo rurale, pilastri silenziosi ma determinanti della civiltà contadina. “Isidoro il Santo Contadino” si annuncia dunque come un’esperienza immersiva: un viaggio dove la fede incontra la storia sociale, e dove il teatro diventa lo strumento per ricordare che siamo, prima di tutto, figli della terra che calpestiamo.
Barbara Pignataro




































































