Allarmisti noi o struzzi gli altri?

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Premesso che tutti sono innocenti fino a prova contraria e sentenza definitiva, alcune riflessioni sono obbligatorie dopo gli arresti operati dalla Guardia di finanza nell’ambito della realizzazione del nuovo campo sportivo di Ladispoli. Come ha detto alla stampa il sindaco Grando, “Si delineerebbe uno scenario avvilente di presunte gare truccate, sparizioni di documenti, società create ad arte e malaffare in genere”. Parole che sono lo specchio fedele di una situazione che L’Ortica stava segnalando da mesi, nell’indifferenza generale di chi ci accusava perfino di essere allarmisti. Da tempo scriviamo che il malaffare, i furbetti del quartierino, i maneggioni, i faccendieri e la criminalità in genere stanno tentando di allungare i tentacoli su Ladispoli. La vicenda del nuovo campo sportivo, con buona parte degli arrestati provenienti da altre città del Lazio, conferma che la città è sotto attacco. E’ sufficiente mettere insieme i pezzi per avere uno scenario preoccupante. Attentati incendiari, auto che vanno a fuoco, personaggi loschi che tentano di impadronirsi del territorio come gli arresti confermerebbero, almeno dieci anni di aggressione all’ambiente che pagheremo per chissà quanto tempo. Ed una pentola maleodorante che probabilmente dovrà essere ancora scoperchiata. Lo abbiamo scritto e lo torniamo a ripetere. La gente di Ladispoli vuole una risposta forte, vuole che le istituzioni tutte siano un baluardo contro i tentativi di aggressione. La gente vuole che nessuno possa pensare di fare il bello ed il cattivo tempo a Ladispoli, sostenuto da qualche sponda locale che si vende per una mancetta. C’è un sistema da scardinare, occorre aprire le finestre, svuotare i cassetti. Oggi come non mai è attuale il nostro editoriale della scorsa settimana: L’amministrazione del sindaco Grando è l’ultima speranza prima che Ladispoli precipiti nel baratro. E qui la politica non c’entra nulla. Si tratta di onestà.

Il Direttore

Gianni Palmieri