Alcune riflessioni sulle dimissioni dell’assessore Patrizio Falasca. E’ questa la Ladispoli che vogliamo?

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La notizia è ufficiale. 

L’assessore al commercio di Ladispoli, Patrizio Falasca, nella serata di ieri ha rassegnato le dimissioni dall’incarico nelle mani del sindaco Alessandro Grando. Ufficialmente per motivazioni personali. Attualmente la delega al commercio è tenuta ad interim dal sindaco.

La vicenda offre però lo spunto per alcune riflessioni. Le dimissioni di Falasca, al quale la nostra redazione augura le migliori fortune in campo imprenditoriale, rappresenta la fotografia esatta di un malcostume che a Ladispoli sta prendendo pericolosamente piede. Ovvero, quella della cattiveria, della false notizie, dei giudizi lanciati sul web come sentenze. E, consentitecelo, anche dell’invidia verso operatori economici che hanno ottenuto ottimi risultati nella loro carriera imprenditoriale. Su Patrizio Falasca si sono abbattuti una serie di attacchi vergognosi, è stato praticamente accusato di tutto, senza dimenticare l’allucinante falsa notizia della sua presunta morte in un incidente stradale a Dubai della scorsa settimana. Una fake news rilanciata sul web che per ore ha gettato nella disperazione parenti ed amici. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo probabilmente l’assessore a rassegnare le dimissioni anche per tutelare la serenità della sua famiglia. Ma sia ben chiara una cosa in questa spiacevole vicenda: non hanno vinto gli ideatori della macchina del fango, non hanno prevalso coloro che fanno del rancore e del livore il loro pane quotidiano. Ladispoli è un’altra cosa, non è davvero quella città di invidiosi e stolti che qualcuno da tempo tenta di avvelenare con illazioni, bugie ed allarmismi su ogni cosa. Crediamo che sia il momento di formulare delle serie riflessioni e farci una domanda tutti insieme. Ma è questa la Ladispoli che vogliamo? Quella degli scellerati che tentano di dare alle fiamme il bosco di Palo Laziale? Quella di chi diffonde bugie pericolose solo per invidia? Quella degli allarmismi e dell’isteria latente?

Noi no, amici lettori, noi vogliamo un’altra Ladispoli. E, come giornale che opera da 21 anni sul territorio, ci batteremo in ogni modo per combattere questo malcostume. Torniamo a dire ancora una volta che se l’invidia fosse febbre, tutto il mondo l’avrebbe.

Un grande abbraccio a Patrizio Falasca da parte della nostra redazione.