AGROPYRUM REPENS: LA GRAMIGNA QUANDO PUÒ ESSERCI UTILE?

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Agropyrum repens (una cosa aspra che brucia, rapidamente?).

Alzheimer
rubrica-Aldo-Ercoli
Questo è il nome della Gramigna (gramen – ins, erba), uno stelo d’erba che si diffonde, con le sue radici (i rizomi) rapidamente, all’improvviso (repens). Dovrebbe far pensare anche ad un calcolo renale che, aspro e bruciante, scende giù, rapidamente, dai bacinetti renali nelle vie sottostanti verso la vescica.
Credo che questo dovrebbero aver pensato, in un lontano passato, sia Dioscoride che Plinio, quando utilizzarono proprio le radici della Gramigna per facilitare la diuresi (eliminare l’urina), dissolvere o espellere i calcoli renali e guarire le infiammazioni vescicali.
Che cosa c’è di buono, di utile in questo vegetale, molto comune ed infestante, dal rizoma sottile e ramoso, con foglie lineari e porta in cima una lunga spiga?
Il termine Agropyrum in realtà non deriva dal latino, bensì dal greco e significa “grano dei campi”.Un nome ironico perché le sue sono spighe che hanno “l’amaro delle radici”.
Non è forse la Gramigna un vero e proprio flagello per gli agricoltori perché si diffonde velocemente, e con facilità, sul terreno creando danni?
L’Agropyrum repens, più la estirpi più ricresce, rigenera anche da un solo frammento. Ed è perenne, non muore mai, indifferente alle stagioni invernali o estive.
Quali sono i suoi costituenti generali, i suoi principi attivi?
Il più importante ritengo che sia quella scarsissima percentuale (0,09% – 0,05%) di olio essenziale che contiene ben il 95% di agropirene , vero antibiotico naturale. Vi sono poi glucosidi, saponine, mucillopine, glicidi (triticina), minerali (sali di potassio e ferro, acido silicico).
Quali le proprietà?
Sia la triticina che i sali di potassio sono responsabili della diuresi ma l’attività antibiotica è, lo ripeto, dovuta all’agropirene. La mucillagine provoca un’azione emolliente. Da sempre la Gramigna, per la sua attività diuretica – depurativa ed emolliente è stata impiegata nel trattamento degli stati infiammatori a carico dell’intestino e soprattutto dell’apparato genitourinario.
Il lucidissimo e geniale fitoterapeuta francese H. Leclerc (Precis de phytothérapie, Masson, Paris 1976), poco meno di mezzo secolo fa segnalò questa odiata (dagli agricoltori) pianta come particolarmente efficace nelle coliche renali e nelle cistiti.
Credo che sia stato un vero peccato non aver approfondito le ricerche in quest’ ambito. Sarò malizioso ed impertinente: forse non conveniva. Qualche raro studio è stato eseguito in cardiologia.
All’azione diuretica dovuta ad un aumento dell’inotropismo cardiaco (gettata sistolica) si associa una transitoria vasodilatazione (diminuzione delle resistenze periferiche) che contribuiscono a ridurre, seppur in grado modesto (dipende però dalla dose somministrata) dei valori sisto- diastolici della pressione arteriosa. Anche nella ritenzione idrica e persino nella cellulite può essere benefica.
La medicina popolare ha impiegato questo testardo vegetale come depurativo epatico e persino nelle affezioni reumatiche. L’ ho personalmente prescritto in una ventina di pazienti affetti da iperuricemia associata a litiasi renale o dolori osteoarticolari gottosi.
In sedici soggetti (associando però anche rimedi omeopatici specifici) i piccoli calcoli sono stati espulsi con le urine ed i dolori artrosici sono scomparsi.
La posologia impiegata è stata di Agropyron r. T.M. (Tintura madre) 40 gtt mattina , pomeriggio e sera, diluite in un po’ d’acqua per circa dieci giorni. Ricontrollando, in un secondo momento, i pazienti ho constatato che anche riducendo la posologia a 40 gtt T.M. solo la mattina per almeno due mesi, i livelli di acido urico erano rientrati nel “range” normale.
La Gramigna alle dosi terapeutiche non presenta effetti tossicologici. La Tintura Madre (T.M.) si prepara dal rizoma, ossia dalla parte sotterranea fresca della pianta. Una radice assai amara, cosi come il decotto (5 – 10 gr di rizoma per tazza, facendola bollire per 10 minuti). Dopo pochi minuti di ebollizione si può eliminare il liquido sostituendolo con lo stesso quantitativo di acqua minerale naturale e riprendere poi l’ebollizione.
Il decotto diviene cosi meno amaro. Utile anche <<l’infuso: 3- 5 gr di droga per tazza d’acqua bollente, filtrare, dopo 5-10 minuti>> (E.Campanini. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali).
Nota conclusiva, riassuntiva. Anche se poco amata, l’amara, Gramigna, ha i suoi lati positivi.

P.S. I Francesi chiamano la Gramigna”dente di cane” (dent de chien), gli Inglesi “erba divano” (colich grass)