Agricoltura in ginocchio ma anche i consumatori

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Tornano a proteste sull’Aurelia i produttori di Cerveteri e Fiumicino. Spese folli tra gasolio e fertilizzanti: “Così si rischia il collasso”
«L’agricoltura è in ginocchio: dobbiamo farci sentire». Ecco perché sono tornati in strada, anche alla vigilia di Pasqua, i produttori locali. È scattato l’ennesimo sit-in sull’Aurelia, tra Palidoro e Torrimpietra. L’impennata dei costi di fertilizzanti, carburanti, materie plastiche e altri fattori, aggravata dalle tensioni geopolitiche internazionali e dal conflitto con l’Iran, sta creando grossi problemi alla categoria e anche a quella dei consumatori. Al bancone frutta e verdura non hanno il solito prezzo. Col passare dei giorni i ritocchi riguardano praticamente tutti i prodotti. E la crisi non risparmia i cittadini di Ladispoli e Cerveteri e nemmeno i contadini del territorio che, già provati da anni di margini ridotti e da un mercato sempre più incerto, annunciano una nuova battaglia. «Noi lottiamo per i nostri figli, ma non solo – afferma Giuseppe De Angelis, produttore di Cerveteri -. Vogliamo dare salute e genuinità al consumatore finale. Così, in base alle condizioni del momento, siamo costretti a fare un passo indietro, non riusciamo più a sostenere spese troppe alte». Decine e decine di trattori hanno raggiunto rapidamente il presidio. Non ci sono stati dei blocchi veri e propri ma solo rallentamenti. «Il momento è difficile, i costi per l’agricoltura sono troppo alti – si fa sentire Antonio Orlandi – invitiamo il Governo ad attuare delle misure forti. In questi ultimi anni ci siamo sentiti abbandonati, siamo qui senza sigle, non vogliamo le associazioni di categoria. Pochi fatti fino a oggi, avremmo voluto di più. Le speranze sono state frantumate da parole al vento. L’agricoltura se non riceverà sostegni importanti, a partire dal credito d’imposta e l’abbassamento del prezzo del gasolio, subirà una drastica produzione. Noi così non ce la facciamo».  Al loro fianco anche il consigliere comunale Gianluca Paolacci, che esprime solidarietà al comparto: «Conosco molti di loro – sostiene – e so quanto stanno soffrendo. Serve unità per spingere chi governa a intervenire con misure di sostegno. Senza aiuti, il futuro agricolo del territorio è seriamente a rischio». E di riflesso i residenti che si recano nei mercati ortofrutticoli e nei supermarket pagano questo obolo. Mele, zucchine, insalate, pomodori e carciofi registrano aumenti continui, spinti anche dal caro carburante e dai costi di trasporto. Le famiglie fanno sempre più fatica, mentre i titolari delle aziende si ritrovano nella difficile posizione di dover giustificare rincari inevitabili ai più affezionati clienti. Sul posto si è recata la sindaca di Cerveteri. «Spese insostenibili, gasolio alle stelle, rincari superiori al 30% – commenta Elena Gubetti – e il rischio che i nostri agricoltori, grazie ai quali ogni giorno in tavola possiamo avere prodotti sani e genuini, non riescano più a mantenere in vita le loro aziende. A Torrimpietra sono tornati a manifestare, con il mezzo più importante del loro lavoro, oltre alle loro mani: i trattori.  Un grido di aiuto disperato quello che hanno lanciato gli agricoltori, il grido disperato non soltanto di imprenditori, ma anche di padri di famiglia che ogni mattina si svegliano per coltivare le loro terre. Sono passata a trovarli e a portare la vicinanza da parte di tutta la città di Cerveteri: molti dei manifestanti sono tra l’altro proprio di Cerveteri». Una protesta la loro che prosegue da tre anni: sono trascorsi esattamente tre anni da quando per la prima volta scattò il presidio e la situazione è cambiata solamente in peggio. «L’andamento purtroppo è questo – ammette Roberto Seri, agricoltore di zona – con il gasolio agricolo arrivato quasi a 1,50 litro c’è poco da scherzare. I concimi costano il doppio, le plastiche, giorno dopo giorno assistiamo a questo balzello. Tutto si rifletta sul trasporto, sull’energia. Chi paga le conseguenze è l’intera filiera e il consumatore». «C’è stato un innalzamento piuttosto pesante, partendo dal gasolio agricolo, aumentato del 30% – afferma Riccardo Milozzi, ex presidente della Cia Roma e responsabile dell’agricoltura della Lega per Salvini -, per non parlare degli antiparassitari, concimi ed energia. Già prima del conflitto in Iran eravamo sul filo del rasoio, ora siamo nel pieno di una crisi nera, senza via di uscita».