ADRIANO PANATTA, IL CAMPIONE DEL TENNIS

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Adriano Panatta

Tra i miti dello sport. Leggenda del tennis italiano, è stato l’idolo di un’intera generazione di tifosi.

di Christian Scala

Adriano Panatta Romano, nato nel 1950, è uno dei miti dello sport italiano, un campione del tennis italiano, storica la sua vittoria in Coppa Davis nel 1976

‘Ascenzietto’ si fa strada

Adriano Panatta con lo sport ha sin dall’infanzia un rapporto molto stretto, ma si appassiona a uno in maniera particolare, il tennis.  A legare il futuro campione allo sport con la racchetta è il padre Ascenzio, il custode dei campi di tennis all’Eur, il campione inizia  in questo modo a prendere dimestichezza con le racchette e i colpi da dare alla piccola pallina con un obiettivo preciso, farsi strada nel tennis. La famiglia è felice di questa decisione, dello stesso avviso non sono i suoi amici che gli danno anche un soprannome ”Ascenzietto”, riprendendo il nome di suo padre per sbeffeggiarlo. Ma il romano non si demoralizza e con il tempo inizia a partecipare a tornei giovanili, nel 1964 dopo un torneo a Milano, incrocia il tennista italiano di maggior spicco in quel periodo, Nicola Pietrangeli. Il giovane Adriano non sa ancora che prenderà il  suo posto nel cuore dei molti appassionati. Pochi anni dopo passato e futuro si incrociano ai campionati assoluti, a vincere (a sorpresa) è proprio Panatta  che da li inizierà la sua straordinaria carriera.

La polemica Coppa Davis

Nel 1976  il tennista italiano raggiunge il suo apice, vince il Roland Garros, nello stesso anno l’Italia arriva in finale di Coppa Davis.  Suo rivale è il Cile. Sono gli anni in cui il Paese è sotto la morsa della dittatura di Augusto Pinochet, per questo motivo alcune nazionali pur di non giocare contro la nazionale cilena, hanno preferito rinunciare al torneo. In Italia la vigilia è carica di tensione, il governo Andreotti è indeciso se far partecipare la nazionale alla finale, con una propensione a non farla giocare. I tennisti italiani ricevono anche minacce di morte, ci furono manifestazioni violente, ma alla fine si giocò. Panatta per protesta contro il regime giocò  a Santiago del Cile in maglia rossa e portò l’Italia a uno storico trionfo in un bagno di folla da parte dei tifosi cileni.

Panatta, non si vive di solo tennis

Ritiratosi nel 1983 dopo la Coppa Davis, dopo una breve parentesi da allenatore, Panatta  nel 2009 scrive il libro “Più dritti che rovesci: incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo”  a cui faranno seguito altre tre opere, partecipa al film “La Profezia dell’Armadillo”, attualmente è opinionista nella trasmissione “Quelli che il calcio”.