di Luca Marini Achenza
In parte la storia riguarda quanto l’uomo, dopo avere scoperto l’importanza dell’acqua per i suoi bisogni e lo sviluppo della società nel suo complesso, abbia poi fatto per avvicinarla a se stesso, portandola nelle abitazioni domestiche. L’uomo con la strutturazione dell’ultimo cervello frontale, si è risvegliato alla natura circostante con un alto grado di coscienza verso l’ambiente e se stesso.
Il bisogno e lo stimolo dell’acqua come quello del cibo, sono in effetti radicati nelle strutture del sistema nervoso più antiche (ipotalamo) ma nelle ultime fasi dell’evoluzione umana si completano permettendo di superare l’approccio esclusivamente istintivo e compulsivo ai bisogni primari: andare a bere al ruscello quando si ha sete è un atto che tutti i mammiferi compiono da milioni di anni, ma creare recipienti per la raccolta dell’acqua ed il suo stoccaggio è un’altra faccenda. Dopo l’Homo abilis e l’Homo erectus arriva l’Homo sapiens (circa 200 mila anni fa): è questa la specie umana “definitiva” che ha sviluppato linguaggio, arte e capacità di organizzazione sociale. L’Elemento Acqua appare subito come uno dei principali ai fini dei bisogni primari della sopravvivenza e si è poi reso chiaro che faceva la differenza nella sussistenza (alloggi, pulizia, stili di vita) e nel rendere stabile e dignitosa la vita umana.
L’uomo vede in questo elemento naturale la presenza della divinità e quindi và a sacralizzare l’acqua stessa (pensiamo al battesimo) ed anche la casa diventa luogo sacro. Portare l’acqua nell’habitat umano diventa una direttrice fondamentale per lo sviluppo della cultura umana Le fonti diventano “pozzi sacri”(l’isola sarda ne è una chiara testimonianza con il culto dell’acqua dell’età del bronzo 1.300-1.400 a.C.) con ben 150 esempi. Passati migliaia di anni ancora non sappiamo perché gli atomi di ossigeno e idrogeno si uniscono formando questo elemento che dona la base allo sviluppo della vita sul pianeta.
Nel frattempo abbiamo compreso che la terra è formata di acqua al 70% e così anche la biologia umana. Gli studi chimico-fisici dell’acqua iniziati nell’800 (proprio con l’elettrolisi e la scomposizione dell’acqua in ossigeno e idrogeno) si ampliano con la conoscenza della fisiologia, biologia e nutrizione umana, confermando l’intuizione dei nostri antenati: l’acqua dopo l’aria è il primo cibo semisolido. Questo viene definitivamente sancito con il riconoscimento dell’Unesco della Dieta Mediterranea come patrimonio dell’umanità: lo riprovano anche i centenari delle BlueZone (le 5 aree di lungavita nel mondo).
Intanto il ricambio idrico (tanto esce e tanto deve rientrare) che affronta lo stress della disidratazione (basta un 2% per metterci in crisi), si basa su una media generale di circa 2,5 lt. a persona: l’acqua rappresenta il 70% del nutrimento che immettiamo nell’organismo. Insomma l’acqua può essere considerato il “nutraceutico” fondamentale. L’approccio nutraceutico viene dal Giappone degli anni ’80 e si riferisce a particolari alimenti “alicamenti”, nome che deriva dalla fusione di alimento e medicamento e indica cibi naturalmente ricchi di nutrienti e sostanze benefiche che favoriscono la salute: olio di oliva, erbe aromatiche e in assoluto il latte materno, che è infatti composto di acqua all’87%. Ho così dato l’appellativo di “Acquaceutica” alla cultura dell’acqua: è il principale costituente del plasma sanguigno, che a sua volta rappresenta circa il 55% del volume totale del sangue, il restante 45% è composto da cellule (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine) e altre sostanze solide.
Quanto bere allora? Innanzitutto è primaria la qualità dell’acqua: siamo quello che beviamo e “bere è mangiare”. La quantità può essere calcolata moltiplicando il peso corporeo per una media di 0,033 (una persona di 70 kg. X 0,033 = dovrà bere 2,31 lt. al giorno), ovviamente con le debite differenze tra uomo/ donna, attività intensa/normale, estate/inverno, etc. etc.. Riassumendo è fondamentale rispettare i pilastri della salute umana: alimentazione, sonno e attività fisica all’aria aperta. Nella nutrizione umana la parte da leone (dopo la luce e l’aria) la fa l’acqua. Il cibo và masticato fino a diventare anch’esso quasi liquido. Affronteremo nei dettagli sia l’acqua, sia l’alimentazione mediterranea che la piramide di vita dei nostri centenari mediterranei, tra i più numerosi al mondo. Un esempio da perseguire e stili di vita da praticare.

































































