Sabato 11 aprile presso lo spazio Madè Eventi di Via Lazio a Terni inaugura la mostra personale di Stefano Bovi “Ferrum. L’origine della materia”.
Nelle mani di Stefano Bovi, il ferro smette di essere materia inerte per farsi vibrazione. “Ferrum” è il punto di sintesi tra l’eredità artigiana del laboratorio paterno e una ricerca plastica che sfida la fisica.
Attraverso quella che Bovi definisce la “Fuga” — termine mutuato dalla musica — l’artista intercetta le linee del tempo e dello spazio per dar loro corpo fisico. Il cuore del suo lavoro risiede nello scoccare dell’arco voltaico: un richiamo al Bosone di Higgs dove l’energia si fa sostanza e il metallo fuso diventa “filamento vibrante”.
Le sculture in mostra non sono oggetti statici, ma organismi che sembrano ancora pulsare, tesi nello sforzo di rendere elastica la realtà. Come si chiede lo stesso artista:
“Che accadrebbe se riuscissimo a dare una musicalità alla materia?”
Attraverso quella che Bovi definisce la “Fuga” — termine mutuato dalla musica — l’artista intercetta le linee del tempo e dello spazio per dar loro corpo fisico. Il cuore del suo lavoro risiede nello scoccare dell’arco voltaico: un richiamo al Bosone di Higgs dove l’energia si fa sostanza e il metallo fuso diventa “filamento vibrante”.
Le sculture in mostra non sono oggetti statici, ma organismi che sembrano ancora pulsare, tesi nello sforzo di rendere elastica la realtà. Come si chiede lo stesso artista:
“Che accadrebbe se riuscissimo a dare una musicalità alla materia?”
Stefano Bovi (Foligno, 1979) invita i visitatori a scoprire questo “oltre” già presente, rivelando l’essenza invisibile che batte nel cuore del ferro.
La mostra resterà aperta fino al 24 Aprile presso Spazio Madé, Via Lazio 121
Andrea Macciò

































































