57° rapporto Censis: un paese assopito, preoccupato ed in fuga

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Sonnambuli che non fanno più figli. Preoccupati per una eventuale guerra mondiale che fa il paio con la paura che il sistema Italia non regga. Ecco un primo flash del 57° Rapporto sullo stato del Paese del Censis, appena presentato a Roma. Ancor peggio, pare che gli Italiani siano sì consapevoli del momento buio e incerto ma allo stesso tempo sembrano assopiti e poco reattivi di fronte alle dinamiche che nascono dalla globalizzazione.  

Intanto l’inverno demografico: nel 2050 l’Italia avrà perso complessivamente 4,5 milioni di residenti con la conseguenza di incidere non poco sulla produttività. E nonostante la frenata prevista del Pil, l’occupazione registra un trend positivo che si scontra con l’annosa ricerca di manodopera specializzata con conseguente calo della competitività dell’industria nazionale.  

Dal lavoro al benessere: si ricerca una serenità maggiore a scapito del lavoro che non è più centrale per l’87,3% degli occupati, mentre per l’81,0% degli italiani la gestione dello stress, i rapporti personali, la cura delle relazioni diventano parte del benessere da preservare. A minare questo benessere, il timore per il clima impazzito per l’84,0% degli intervistati con il 73,4% che ha paura che i problemi irrisolti del nostro Paese siano prossimi a causare crisi economiche e sociali. Abbiamo paura del terrorismo di matrice jihadista, il 59,2%, e siamo certi che l’Italia non avrebbe mezzi per difendersi militarmente se aggredita da un Paese nemico. Non va meglio per la visione assistenziale, con quasi il 70% che è certo dell’incapacità di sostenere in futuro la spesa pensionistica oltre che vedere “rosso” per il Sistema Sanitario Nazionale ritenuto debole per assicurare a tutti il principio costituzionale delle cure riconosciute a tutti. Quasi a voler alleggerire la nazione da questi fardelli ecco rafforzarsi l’emigrazione: siamo un paese in fuga con gli italiani che si sono stabiliti all’estero aumentati del 36,7% negli ultimi dieci anni, 1,6 milioni di connazionali in maggioranza laureati dai 25 ai 34 anni. E formano famiglia altrove. Le nostre registrano un calo nella loro concezione tradizionale di coppia con o senza figli, sono il 52,4%, con i matrimoni in calo e 1,8 milioni di famiglie (il 7,0% del totale) composte esclusivamente da stranieri. Siamo a favore dell’eutanasia, il 74,0%, mentre il 70,3% approva l’adozione di figli da parte dei single. Meno figli, meno nuove generazioni. Le proiezioni dicono che nel 2050 i 18-34enni saranno poco più di 8 milioni, appena il 15,2% della popolazione, e nello stesso periodo gli anziani saranno 4,6 milioni in più, senza figli e sempre più soli.
Buone notizie dal Censis? Vengono dal solito comparto, l’industria che ci rende famosi nel mondo: il turismo. Aumenta la spesa dei viaggiatori stranieri (+108,1%), abbiamo a disposizione più di 5 milioni di posti letto ed aumentano i turisti che vengono nel Bel Paese per ragioni culturali o visite in città d’arte. Certo, forse poco per sperare in un’inversione di tendenza.