L’Avellino ci ha dato una lezione. E non solo sul campo

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I tifosi dell'Avellino a Ladispoli. (foto di Felicia Caggianelli)

E’ finita come prevedibile.L’Avellino, squadra costruita per partecipare al campionato di Serie B e poi ruzzolata tra i Dilettanti per problemi societari, ha espugnato lo stadio di Ladispoli con un rotondo 4-1. Una vittoria netta, troppo grande la differenza tecnica tra le due squadre, del resto il Ladispoli non era contro l’Avellino che doveva cercare i punti per iniziare il cammino verso una tranquilla permanenza in Serie D. Aldilà del risultato, mai in discussione, sono due gli aspetti che ci piace sottolineare. Il primo è un appello ai dirigenti dell’Unione sportiva Ladispoli affinchè mettano i giornalisti in condizioni di lavorare decorosamente. Quello che abbiamo visto ieri è stato francamente brutto. Giornalisti e cameraman ammassati uno sull’altro, nessuno spazio adibito a tribuna stampa, colleghi costretti a raccontare la partita o prendere appunti in mezzo a tamburi, sciarpe e bandiere. E’ vero che la gara con l’Avellino era un evento speciale ed irripetibile, però il problema di riproporrà ad ogni gara quando i giornalisti non avranno spazio dove lavorare. Esiste la piccola balconata dove ieri hanno visto la gara i dirigenti dell’Avellino, crediamo non sia difficile posizionare qualche sedia e dei tavoli per permettere alla stampa di lavorare in modo decoroso. La Serie D è una cosa seria, arriveranno a Ladispoli giornalisti da tutta Italia per le gare più importanti ad esempio contro Torres e Latina, ci auguriamo di non vedere più quella precarietà notata contro l’Avellino.

Seconda considerazione è, diciamo così, da romantici del calcio.

Tanto di cappello ai tifosi dell’Avellino che in 500 sono venuti a Ladispoli. Famiglie, bambini, ragazzi, tutti con la sciarpa al collo e la bandiera biancoverde in mani, uniti dalla passione per la loro squadra. Tifosi che hanno sopportato il crollo tra i Dilettanti quando appena tre mesi fa vedevano la loro squadra confrontarsi con club del calibro di Bari, Palermo e Parma. Tifosi che ora dovranno seguire l’Avellino su campi come Artena, Fregene, Monterosi. Città che probabilmente nemmeno conoscevano. Tifosi che hanno mantenuto intatto il loro amore per la squadra del cuore, impartendo a tutti noi ieri pomeriggio una lezione di civiltà e passione aldilà della categoria. Se lo ricordino bene i tifosi di Lazio e Roma che riescono a lamentarsi se la loro squadra non vince la Coppa dei Campioni o non arriva nelle prime quattro. Auguriamo all’Avellino di vincere il campionato di Serie D e tornare subito tra i professionisti.