Sèleco, l’eccellenza italiana da sempre fiore all’occhiello della nostra economia

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di Emiliano Foglia

Sèleco, lo storico brand italiano di elettrodomestici ed elettronica di consumo e che da un anno campeggia sulle maglie della sorprendente Lazio, è prossima all’inaugurazione della sua nuova sede legale e del suo stabilimento produttivo in quel di Trieste.

Sèleco è la prima azienda italiana che opererà in ambito non portuale a Trieste, attratta dall’accelerazione sul regime di zona franca.  L’autorità portuale in queste ore ha rilasciato un’autorizzazione di anticipata occupazione del “Magazzino 5” sito in Porto Vecchio. L’autorizzazione è stata rilasciata per consentire alla Sèleco di iniziare immediatamente i lavori di allestimento dello spazio da mettere a norma, convertendolo in stabilimento produttivo. 

L’imprenditore Maurizio Pannella, presidente ed amministratore delegato della Sèleco ha spiegato in questi giorni: «Entro la fine di febbraio avremo una sede operativa nel centro di Trieste, idonea ad accogliere gli uffici commerciali ed amministrativi del nostro brand. Il “Magazzino 5” in Porto Vecchio va rimesso a posto, recupereremo l’immobile ma non possiamo permetterci di star fermi fino a che la struttura non sarà riqualificata, per cui stiamo vagliando delle ipotesi momentanee per far partire immediatamente la produzione. Probabilmente verrà preso in prestito uno spazio libero all’interno Punto franco triestino. Il nostro modello è un’alternativa alla delocalizzazione. Perciò credo che chi governa il territorio, abbia l’interesse a darci una mano».Il fenomeno della delocalizzazione  (o della grande fuga all’estero) non è mai stato affrontato correttamente dall’economia italiana dalla fine degli Anni ’80 ad oggi. Ne 1977 la Sèleco aveva già pensato insediare in Punto franco a Trieste, una linea di assemblaggio di televisori prestigiosi dal design “Made in Italy”, come quelli Brionvega. La linea veniva prodotta in Italia, mentre la componentistica era importata interamente dall’Estremo Oriente. L’amministrazione doganale triestina bloccò l’operazione alla Sèleco, poiché ritenne che quel tipo di assemblaggio fosse insufficiente per fregiarsi del “Made in Italy” e per questo l’azienda diede addio ai vantaggi del Punto franco.  Dopo quarant’anni la rinata Sèleco ci riprova, con un assemblaggio audio-video al “Magazzino 5”.La Sèleco diventa sempre più brand a tutela del “Made in Italy”, ampliando i suoi confini per ribadire così un impegno che va oltre la vocazione commerciale, attraverso azioni concrete sul territorio italiano. E’ fortemente radicato il legame con il mondo della sport: calcio, pallanuoto, basket. Anche l’atletica il 13 maggio 2018 vedrà la Sèleco impegnata a patrocinare l’importante appuntamento podistico “Race for Children”, interamente a carattere solidale. In queste ore Sèleco abbraccia i giovani della movida romana e diventa qpartner di “Sapore al Pigneto” locale di tendenza che riprende la migliore tradizione gastronomica capitolina. Le idee non mancano di certo alla Sèleco ed il messaggio è chiaro per tutti, l’eccellenza italiana da sempre fiore all’occhiello della nostra economia, non dovrà più essere dispersa oltre i confini italiani.