Il grande cuore dei tifosi della Lazio a Natale e’ volato ad Amatrice

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di Emiliano Foglia

E’ stato troppo facile etichettare un’intera tifoseria, un popolo che segue con amore e passione la sua squadra come il male del popolo italiano.

Direttori di emittenti televisive nei giorni a seguire, hanno chiesto pene esemplari: penalizzazioni, squalifiche e chi addirittura la radiazione della S.S. Lazio (Ente Morale nel 1921) e mi riferisco all’ultimo fenomeno uscito fuori in questi giorni posizionato al tasto numero 7 del telecomando dei  televisori. Ma per che cosa? Tutto questo per alcuni adesivi (episodio deplorevole sia chiaro), attaccati sulle vetrate di un piccolo spazio circoscritto. Ricordiamo che lo Stadio Olimpico e’ uno stadio privato ed una volta terminate le gare, viene gestito da ditte private per la sua manutenzione. Non sarebbe stato più intelligente rimuovere gli adesivi evitando di consegnare l’intera tifoseria laziale alla gogna mediatica? Per non parlare dei politici moralisti che governano e male il nostro Paese. Il giorno 24 dicembre 2017, mentre tutti i comuni mortali (e non…) erano impegnati con gli ultimi pacchetti e le ultime strozzate da regalare, un gruppo di ragazzi, sempre quelli etichettati come il male del calcio, hanno deciso di staccarsi da tutto ciò che accade a poche ore dal Natale, essere fagocitati dall’eccessivo consumismo e di aprire il loro cuore. Hanno pensato che il Natale, andava vissuto come spesso Papa Francesco ricorda ai fedeli: solidarietà ed amore verso il prossimo. Nessuno sapeva nulla di cosa stava per accadere, fino a quando, abbiamo visto sui social, immortalati un gruppo di ragazzi sorridenti e felici insieme al sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Alle loro spalle i “Monti della Laga” e davanti lo striscione che rappresenta da anni con orgoglio il cuore della tifoseria biancoceleste. I ragazzi della Nord sono saliti fino ai 1100 mt del comune reatino con tante prelibatezze da donare alla comunità amatriciana, che vive sopratutto di questi gesti. Voglio puntualizzare che era il 24 dicembre, una data che nessuno vuole sacrificare all’affetto dei propri cari. per arrivare ad Amatrice ci voglio almeno due ore ed altrettante ce ne vogliono per tornare a Roma. La vigilia di Natale questi ragazzi l’hanno trascorsa in macchina e mettendosi a disposizione della gente che soffre da troppi mesi.  Peccato che nessun parlamentare, Direttore di TG, Presidente della Repubblica, Sindaco o la Comunità ebraica abbia speso una bella parola a questa lodevole iniziativa. Certo per tanti l’antipasto era servito e le altrettante “poltrone” comode delle proprie case, attendevano chi parla bene e razzola male.