Dalle Fonti Aperte si apprende che a livello nazionale, il nuovo consumo di suolo netto di 64,4 Km 2 avviene a fronte di una consistente decrescita di popolazione di circa 33.000 abitanti. L’ indicatore del consumo di suolo marginale ci rileva come, negli ultimi dodici mesi, per ogni abitante in meno si sia consumato suolo per 1.955 m2 (quasi un quinto di ettaro).
Nel Lazio, nell’anno in corso, il consumo di suolo continua ad essere una preoccupazione, con una concentrazione maggiore nelle aree più vulnerabili come Roma e la sua Area Metropolitana, secondo l’Atlante ISPRA. Tale fenomeno, legato all’espansione edilizia e al degrado ambientale, porta alla perdita di terreno naturale e agricolo, con impatti negativi sui servizi ecosistemici e sull’ambiente in generale. Proprio di questi giorni la Regione Lazio ha approvato il Progetto di Legge (PL) 171 sull’urbanistica, la riforma Urbanistica che semplifica e rigenera.
Inoltre, il noto consumo di suolo contribuisce al surriscaldamento del nostro territorio comunale, con temperature più elevate nelle aree urbane rispetto a quelle rurali. Quindi, l’aumento delle costruzioni di nuove abitazioni, infrastrutture e attività commerciali, non si può escludere verosimilmente che contribuisca alla perdita di suolo naturale e agricolo. Tra l’altro il degrado di aree industriali dismesse, se non adeguatamente riqualificate, può portare alla perdita di suolo utilizzabile per attività agricole o naturali.
Difatti, da Fonti Aperte, il Rapporto annuale ISTAT 2025 conferma la tendenza alla decrescita della popolazione italiana e, quindi, ci domandiamo saggiamente, ma tutte queste nuove abitazioni in più a cosa servono se è documentata la c.d. DECRESCITA della popolazione?
Tra l’altro, il nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI), definito ad aprile 2025 e recentemente pubblicato, affronta il tema demografico suddividendo il territorio in quattro scenari: aree dove è ancora possibile invertire la tendenza allo spopolamento; zone in cui si può stabilizzare la natalità; altre in cui si può solo rallentare la decrescita; e infine territori da accompagnare in un declino considerato irreversibile. Secondo le ultime proiezioni ISTAT, oltre l’82% dei comuni delle aree interne perderà popolazione entro il 2043, con picchi del 93% nel Mezzogiorno.
Concludendo, i Tre Amici al Bar evidenziano, contestualmente, che il suolo consumato copre una percentuale significativa del territorio regionale, e questa percentuale è in costante aumento, si riduce la superficie delle aree agricole, naturali e seminaturali, compromettendo la produzione agricola, il controllo dell’ erosione ed inoltre l’ impermeabilizzazione del suolo aumenta il rischio alluvioni e frane, soprattutto delle aree urbane e periurbane. Le conseguenze per la popolazione sono la perdita di suolo fertile e la compromissione dei servizi ecosistemici che possono avere conseguenze sulla qualità della vita delle persone, atteso che non si possono escludere verosimilmente, che la sostenibilità dell’ espansione edilizia ch’è a danno del sistema ecologico viste le strutture obsolete vetuste degli impianti del ciclo dell’ acqua nella nostra Città di Ladispoli.
Inoltre, nell’ ambito del Consiglio Comunale di Ladispoli del 25.06.2025 si apprende, che il Sindaco:..” il numero dei residenti, fonte ISTAT…qual’era il numero degli abitanti nel
2017 a Ladispoli? 41.604. Qual è il numero degli abitanti a Ladispoli al 31 dicembre 2024? 40.819.
Gli abitanti, i residenti ufficiali a Ladispoli dati ISTAT sono diminuiti…” Quindi, che anche a Ladispoli si è invertita la tendenza della crescita demografica, infatti nell’ ultimo anno Ladispoli, per la prima volta dalla sua fondazione, ha perso abitanti! La decrescita della popolazione a Ladispoli non giustifica altre costruzioni civili, commerciali o industriali e pertanto è difficile comprendere dove si trovi il “vantaggio per la comunità” definita “utilità pubblica” che si dichiara per i “piani integrati” che continuano a modificare in modo significativo ed irreversibile il PRG e il consumo del suolo. Pertanto, per contrastare questa tendenza, e necessario un impegno congiunto da parte delle Istituzioni, dei cittadini e degli attori economici, con l’obiettivo di promuovere, concretamente, uno sviluppo territoriale più sostenibile e rispettoso dell’ ambiente che circonda, perche’ da ultimo, tra l’altro, a seguito di campionamenti effettuati sulla qualità delle acque lungo la costa cittadina da ARPALAZIO, è emerso che nel punto di prelievo identificato con il n.52 (250 m. sx Fosso Vaccina) il parametro Escherichia coli risulta essere superiore ai limiti di legge.
Nello specifico è stato registrato un valore pari a 697 MPN/100mL, a fronte del valore limite che per le acque marine è pari a 500 MPN/100 mL…. è stato emesso, quindi, il DIVIETO DI BALNEAZIONE TEMPORANEO A 250 METRI A SINISTRA DELLA FOCE VACCINA, nella nostra Città di Ladispoli.
Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia.
Roberto Magri, Raffaele Cavaliere, Diego Corrao



































































