Nel derby serve una Lazio col sangue agli occhi. Intanto vi sveliamo una bugia dopo Salisburgo

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Cresce l’attesa nella capitale per il derby che tra poco andrà in scena allo stadio Olimpico. Dove sono previsti 55 mila spettatori ed eccezionali misure di sicurezza..Una stracittadina che vede Lazio e Roma appaiate al terzo posto, subito dopo Juventus e Napoli che hanno disputato un campionato a parte per contendersi lo scudetto.

Un derby importante per entrambe, per ragioni diverse.

La Roma, sull’onda dell’euforia dopo aver eliminato il Barcellona, tenta l’affondo decisivo per blindare la qualificazione alla prossima Champion’s League. Con la testa ovviamente alla semifinale col Liverpool, squadra che popola i peggiori incubi dei tifosi giallorossi, ricordando cosa accade nella finalissima di Coppa Campioni del 30 maggio 1984 all’Olimpico.

Per la Lazio il derby ha un’altra importanza, oltre alla possibilità di allungare in classifica in vista di un calendario non molto semplice.

Alla Lazio, dopo il black out di Salisburgo, i tifosi chiedono una prova di concretezza. Nessuno ha mai messo in discussione l’impegno dei giocatori di Inzaghi che in molte occasioni hanno dato spettacolo. Alla bellezza del gioco occorre però unire la concretezza dei risultati. Nei momenti decisivi, infatti, questa squadra ha dato l’impressione di specchiarsi e distrarsi, peccando di senso pratico. Era già accaduto nella doppia semifinale di Coppa Italia, persa poi ai rigori, col Milan. Un doppio 0-0 frutto della scarsa precisione in zona goal e di qualche momento di troppo di relax. Come se fosse ineluttabile che il goal dovesse arrivare. A Salisburgo la sconfitta è maturata sia per i cinque minuti di follia, sia per le troppe occasioni da rete fallite dai giocatori biancocelesti. In Europa quando sbagli, poi il conto da pagare arriva. Nel derby odierno alla Lazio si chiede si giocare col sangue agli occhi, di essere meno bella ma più pratica, di vincere sia per la classifica, sia per rimettere in equilibrio una città dove improvvisamente tutti sono saliti sul carro del vincitore. Non è la prima volta che accade, Roma è una città di opportunisti e non solo nello sport. Ma anche di propalatori di fandonie.

Ecco, infatti, un dato statistico, giusto per la verità dei fatti. A Roma, come è giusto che goliardicamente fosse, si è espressa molta ironia sulla sconfitta della Lazio che si è fatta rimontare dopo il 4-2 dell’andata dal Salisburgo. Qualcuno ha però errato, affermando che alla Roma un simile disastro nelle coppe europee non era mai accaduto. Bugia.

Coppa delle Coppe edizione 1980/1981. Sedicesimi di finale, all’andata la Roma aveva vinto per 3-0 con il Carl Zeiss Jena, squadra dell’ex Germania dell’est. Nella gara di ritorno, il primo ottobre 1980, il Carl Zeiss Jena vinse per 4-0 eliminando la Roma dalla competizione.

Si può consultare questo link per conferma

http://www.almanaccogiallorosso.it/1980-1981/CoppaCoppe/Sedicesimi-Ritorno/CarlZeissJena-Roma.html

Insomma, si faccia la giusta ironia, ma per favore nessuno sputi per aria. Ricade sempre sulla testa.