“Marina di San Nicola mon amour”

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Attore, imitatore, presentatore, Stefano Masciarelli ci racconta come sin da bambino sognava di calcare il palcoscenicodi Giovanni Zucconi

Stefano Masciarelli è la dimostrazione che con il talento, la bravura e la simpatia puoi diventare un bravo attore di teatro, senza necessariamente seguire un corso di studi accademici. Così come esistono i leader naturali, quelli che già dalle elementari vengono riconosciuti come capi, così esistono gli artisti, gli attori naturali. E Stefano Masciarelli è sicuramente uno di questi. Lo capisci subito quando lo vedi. Dall’allegria e dal buonumore che sa trasmettere a chi gli sta accanto. E’ come se fosse sempre su un palcoscenico, impegnato a fare divertire il proprio pubblico. Nulla del Masciarelli giovane poteva far presagire la brillante carriera di attore comico, e uomo di spettacolo, che poi ha avuto. Inizia a lavorare, per sette anni, come bagnino in un CRAL del Ministero della Giustizia. Poi cambia completamente lavoro e si mette a fare l’investigatore privato. Poi la svolta dopo un provino per Canale 5, che gli permise di entrare nel mondo dello spettacolo. Da allora, senza una preparazione accademica specifica, non è più uscito da quel mondo, imponendosi come un personaggio dotato di una simpatia e una bravura fuori dal comune. Da allora ha partecipato ad almeno 15 film, una trentina tra serie e trasmissioni televisive, e una ventina di commedie a teatro. Non male per uno che aveva pensato di guadagnarsi la vita facendo l’investigatore privato. L’ho conosciuto, qualche giorno fa, dietro le quinte del Teatro Manzoni, a Roma, prima di assistere alla divertentissima commedia “Una moglie da rubare”, che lui interpreta insieme alla bellissima e bravissima Patrizia Pellegrino. L’ho conosciuto in una buffissima intervista, nel suo camerino. Era arrivato in ritardo a causa del traffico, ma non ha voluto mancare al suo impegno, e quindi ha risposto alle mie domande mentre si preparava per lo spettacolo. Un po’ con la faccia piena di schiuma da barba, un po’ in mutande e in canottiera… Ma l’intervista c’è stata lo stesso, e ve la riportiamo.

Cominciamo dall’inizio. Gli studi, le sue prime attività, non portavano certo a pensare che sarebbe diventato un attore importante. E’ vero che lei è molto simpatico e divertente… Ma come hai fatto?

“Diciamo che le prime avvisaglie le ho avute durante il servizio militare, dove mi distinsi anche per meriti sportivi. Andai a finire nella Nazionale Italiana Militare. In caserma c’era un teatrino, dove si esibì uno che in quel periodo era famosissimo, Massimo Urbani. Era uno dei più grandi jazzisti mondiali. Era un ragazzo di 19 anni, che girava il mondo con le sue esibizioni. Mi chiamò, e mi chiese di presentarlo durante un suo spettacolo. Eravamo tutti e due di Roma. Io feci la presentazione e cantai anche due canzoni. Lui rimase molto colpito, e mi disse che avevo la stoffa per fare lo spettacolo. A dire il vero ebbi anche un’esperienza precedente, con una piccola parte in un teatrino in Via della Scala, che adesso non esiste più. Ma niente di impegnativo.”

Quando iniziò veramente la sua carriera?

“Il grande salto avvenne mentre lavoravo come investigatore privato. In quel periodo conobbi Gianna Tani. Mi fece un provino, un casting per Canale 5. Partecipai con un pezzo in cui imitavo Gianni Agnelli. Vinsi quel provino, e mi ritrovai a fare un programma come voce fuori campo. E da lì sono partito… Naturalmente mi licenziai da investigatore privato.”

Secondo lei basta avere talento per iniziare fare l’attore? Senza studio specifici?

“Ancora oggi funziona così. Le scuole di arte drammatica e tutto il resto, secondo me, non funzionano più come prima. E poi oggi per emergere ci sono i talent. Da lì vengono fuori artisti molto bravi, ma anche alcuni che non si capisce perché siano stati chiamati. E’ sempre stato così. Ma prima c’era una selezione più attenta. Oggi c’è un po’ più di approssimazione.”

Vedendo il suo curriculum si nota che ha fatto, in egual misura, teatro, cinema e televisione. Come se non avesse un genere che predilige

Questa è una causalità che dipende dalle chiamate che ho avuto. Ma c’è una cosa che preferisco molto di più rispetto alle altre. Io ho una band da 25 anni. Preferisco tanto cantare. A me mi diverte molto di più che recitare.”

Cantare per lei è naturalmente un hobby

“No, lo faccio per lavoro. Faccio spettacoli di piazza, convention, aziende, tutto. Adesso farò uno spettacolo per la Esso.”

C’è anche una parte recitativa nei suoi spettacoli, o solo quella musicale?

“C’è la parte musicale, da cantante, ma poi scherzo anche con il pubblico. Faccio uno spettacolo molto diverso da quelli che fanno solitamente i cantanti. Scendo giù e mi metto a ballare con la prima signora che mi capita con la faccia simpatica. Poi racconto un po’ della storia di noi Italiani, dagli anni 60 ad oggi. Tra una canzone e l’altra faccio un excursus di come stavamo. Dico sempre che stavamo meglio quando stavamo peggio. Cioè parlo della nostra regressione come Italia. Gli operai si potevano comprare un appartamento con i loro guadagni. Oggi i figli non ci riescono. Naturalmente lo racconto in forma ironica, ma facendo riflettere le persone. Faccio divertire, faccio ballare… Faccio proprio un bello spettacolo.”

Cosa si aspetta dalle prossime elezioni politiche?

“Mi aspetto qualcosa non più dai politici, cioè dal simbolo, ma dall’uomo. I simboli ci hanno insegnato che sono tutti cazzari. Se senti le conferenze stampe dei nostri politici, se le metti tutte insieme, hanno tutti dei programmi iperfantastici. Tutte cazzate. Sembra essere su “Scherzi a parte”. Sono loro i comici. Mi aspetto che chi vincerà si mette la mano sul cuore e cominci a governare veramente. Ci vuole una persona che prende le redini in mano e ci ridia, quel lustro che avevamo in passato. Ridateci quella tranquillità e quella gioia che avevamo nell’economia, e che oggi non esiste più. “

Ha fatto qualche scelta sbagliata durante la sua carriera?

“Ho commesso un grandissimo errore.  Me lo fece commettere il mio agente di allora. Mi chiamò Antonio Ricci per Striscia la notizia. Lui disse: “… rinunciamo perché ti hanno preso per “Domenica in “, come conduttore. Lui mi disse di dire no a Striscia la notizia, mentre lì la cosa sarebbe stata più duratura. Purtroppo stipulai con la RAI il contratto per conduttore, ma poi non mi fecero più fare Domenica in.”

Il nostro giornale è distribuito soprattutto nel litorale nord di Roma. Ha qualche ricordo di questi luoghi?

“Come no. Sono andato per venti anni a Marina di San Nicola. Aveva una casa li mia suocera. Tutti i miei figli ancora frequentano Marina di San Nicola. Ho passato lì delle estate strepitose. Avevo anche una piccola barchetta, un sei metri, che tenevo in un rimessaggio a Ladispoli. Ho grandissimi ricordi, belli, spensierati, fighi… Ho anche un ricordo strepitoso di un ristorante, che si chiama Pino a Mare. Si mangiava veramente bene.”

Ci può anticipare qualche impegno futuro?

In uscita, dal primo marzo, ho un film. Poi ho il Festival teatrale di Borgio Verezzi, dove debutto con questo nuovo impegno teatrale che si chiama Casalinghi. Cioè 4 separati che vanno a vivere insieme. E una commedia veramente molto divertente.”

Ha qualche sogno nel cassetto?

“Sogno di fare un film da protagonista.”

Di quelli importanti, che segnano la carriera?

Non necessariamente. Però da protagonista. Così, per cazzarare come piace a me…”