“L’importanza dei piccoli imprenditori per l’economia italiana”

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Da 40 anni sul mercato.

Qualità dei prodotti e professionalità hanno fatto della TOP 87 di S.Egidio alla Vibrata , un’azienda leader del settore dell’abbigliamento sportivo ed un punto di riferimento importante per Federazioni, atleti o semplici appassionati.

È la storia di una piccola realtà a carattere familiare, fondata da Giuseppe De Berardinis, Peppino per tutti, fatta di passione, sacrifici, rinunce, ma anche di grandi soddisfazioni che ha contribuito a far conoscere il comune vibratiano in tutto il mondo.

Peppino, quarant’anni da protagonista…
“Sono esattamente quarant’anni e sei mesi, perchè la nostra avventura è iniziata nel giugno del 1977, con un’azienda di 6 soci, che nel corso degli anni ha subito degli sviluppi, fino ad arrivare nel 1987 quando ci siamo divisi e ho iniziato l’avventura con la Top 87”.

Perchè l’abbigliamento sportivo?
“Il mondo dello sport è molto bello, in quanto ti consente di conoscere persone, di tutte le estrazioni sociali.
Nello sport l’unica legge che vige, è quella di essere, nei campi di gara, tutti uguali; non c’è distinzione di classe, ceto sociale, di ruolo ricoperto e questo mi ha dato la possibilità di conoscere tante e tante persone che, sicuramente, mi sarebbe stato quasi impossibile conoscere e avvicinare in un altro contesto”.

Qual è il segreto di tanti anni sul mercato?
“Quello di rinnovarsi continuamente… Siamo partiti nel 1977 con un’azienda che produceva esclusivamente tute per il mercato.
Siamo poi passati al calcio e per trent’anni è stata la nostra attività principale.
Fino agli anni 2000 il calcio ha rappresentato anche il 90% del nostro fatturato.
Già agli inizi degli anni ’90, quando il calcio era bombardato da prodotti provenienti dall’estero, per un fatto di economia e di costi, io, come azienda ho iniziato a guardarmi intorno e vedere altri mercati, altri sport; ho iniziato con bocce, pattinaggio, tiro con l’arco, freccette… , i cosiddetti sport di nicchia.
Inoltre, ho rivisto il concetto di vendita: non vendere solo un prodotto ma un servizio e una qualità: la differenza sul mercato la fanno proprio la qualità ed il servizio che riesci a dare alle società sportive, cercando di interpretare le loro esigenze,realizzando un capo di abbigliamento, secondo le loro richieste, le loro aspettative, i loro gusti, soprattutto perchè ogni sport presenta delle caratteristiche, delle tecnicità peculiari. Dare sempre il prodotto giusto.
Noi, abbiamo fatto questo e sicuramente se fossi rimasto nel calcio sarei stato un’azienda come le altre, che importava e rivendeva; sarei stato più un rivenditore che un fabbricante.
Il gusto sta invece nel fare qualcosa di innovativo, di creativo,di tuo. Ci siamo cimentati in questo settore, sicuramente con tante difficoltà, ma anche con molte soddisfazioni sul mercato ed a livello di risultati sportivi.
Abbiamo ad esempio avuto la fortuna di collaborare con la Federazione di Tiro con l’arco, ed in sedici anni, abbiamo ottenuto titoli mondiali ed olimpici.
Vedere una piccola azienda come la mia, partecipare a quattro olimpiadi, e su tre andare a medaglie, a livello di visibilità è stato qualcosa di straordinario”.

Sei stato e sei fornitore infatti di diverse nazionali
“Siamo stati fornitori della Federazione bocce, della federazione di pattinaggio ed attualmente siamo fornitori della FITARCO, FIDART, biliardo, e da qualche mese della federazione bowling”.

Un’azienda che cresce anche grazie al supporto di tutta la famiglia..
“Sicuramente, avere tutta la famiglia che lavora per quest’azienda, è un valore aggiunto per certi versi perchè ti da la possibilità di essere più elastico nei tempi, negli orari.
D’altro canto però c’è il rovescio della medaglia che è quello di avere un nucleo famigliare legato ad un unico reddito. E’ un po’ un imprevisto, ma ha dei vantaggi sicuramente maggiori”.

Quali sono e quali sono state le difficoltà, com’è cambiato il mondo del mercato di abbigliamento sportivo?
“Le difficoltà sono sempre in aumento. Negli anni ’80- ’90, il mercato tirava e il calcio era straordinario, perchè era fatto in altro modo. Era tutto più semplice, il lavoro non mancava.
Poi anche quello è diventato un mondo difficilissimo, un mondo dove non si richiede qualità ma prezzo,e soprattutto ci sono le grandi difficoltà di incasso .
Nel settore calcio, si fa molta più fatica a tirare su i soldi al di là poi della grande concorrenza dei prodotti cinesi.
Negli altri sport le difficoltà sono quelle di dare maggiore qualità e un grande servizio, ma soprattutto l’esigenza della clientela.
Mentre prima,non si guardava tanto a certe cose, oggi ti fanno l’analisi di tutto, guardano il “pelo nell’uovo”. C’è anche poco rispetto verso chi lavora, dovuto anche alla situazione sociale che stiamo vivendo. Tutti siamo in difficoltà che tendiamo a scaricare sull’altro”.

Anche la qualità dei prodotti è importante: voi avete puntato su prodotti di ottima qualità filati italiani…
“Sicuramente per fare la differenza, la qualità è al primo posto insieme al servizio.
Noi abbiamo sempre ricercato tessuti italiani, della massima qualità, come gli elasticizzati e quelli traspiranti con trattamento antibatterico, che non lasciano cattivi odori, che danno il confort migliore che sono importanti per chi svolge attività sportiva, che non danno allergie da contatto ed irritazioni.
Anche il servizio è importante: i tempi di consegna devono essere brevi, poichè le società si ricordano all’ultimo momento che hanno bisogno di materiale.
Siamo poi legati purtroppo alle manifestazioni e noi dobbiamo tenere certi ritmi. Fino adesso, ci siamo sempre riusciti e speriamo di continuare a farlo.
La qualità, va di pari passo con il servizio, perchè quello che fa la differenza sono proprio questi due elementi, il prezzo è un terzo elemento che va aggiunto a questi”.

Cosa ti senti di dire ai tuoi figli?
“I miei figli, forse li ho inguaiati perchè è un mondo che si sta facendo sempre più difficile.
Dico loro di avere pazienza: bisogna avere tanta sopportazione, e quasi sempre prendersi le colpe che non si hanno.
Questo però, fa parte del gioco; se si vuole far parte di questo ambiente, bisogna saper tollerare, sopportare, anche perchè il tempo è il miglior giudice e mette prima o poi le cose a posto”.

fonte http://www.ancoraonline.it/