“Investire sul turismo archeologico di Cerveteri”

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di Giovanni Zucconi

Era aprile del 2014, quando scrivemmo un articolo controcorrente. Dopo mesi di critiche all’Amministrazione comunale e alla Soprintendenza, per primi, riconoscemmo che il vento stava cambiando, in modo significativo, nella gestione dei beni archeologici di Cerveteri.

Riuscimmo a riconoscere, prima degli altri, che si era costituita un’inedita alleanza strategica tra Comune e Soprintendenza, e che questa non poteva che portare buoni frutti. E non ci eravamo sbagliati. Da allora sono successe cose molto significative per il nostro patrimonio archeologico. La Kylix e il Vaso di Eufronio trasferiti stabilmente nel Museo di Cerveteri, la realizzazione del nuovo visitor center all’ingresso della Necropoli della Banditaccia, la messa in sicurezza e l’illuminazione di tutte le tombe più importanti fuori dal recinto, l’illuminazione notturna di una parte dell’area esterna alla Banditaccia, la sistemazione dei parcheggi, il rifacimento con materiali innovativi della disastrata strada alberata che porta alla Necropoli, la realizzazione di percorsi pedonali attraverso i punti più suggestivi, tanto per fare degli esempi. Sicuramente qualcosa aveva avuto una preparazione nella amministrazione precedente, ma non credo di fare un torto storico se attribuisco gran parte di tutto quanto è stato realizzato a tre persone che, lavorando insieme, hanno saputo fare la differenza rispetto al passato: la Soprintendente Alfonsina Russo, la Responsabile dell’area archeologica, Rita Cosentino e l’Assessore Lorenzo Croci. Anche oggi vogliamo scrivere un articolo controcorrente, che esca dal coro di chi giudica disastrosa, per quanto riguarda le aree archeologiche, l’offerta turistica di Cerveteri. Come in un precedente articolo, ricordo che non ho le competenze per ragionare in modo utile su altri aspetti, come l’offerta enogastronomica, il mare, il centro storico e le strutture ricettive. Ci limiteremo quindi, anche se sarebbe tutto collegato, a trattare solo questa componente dell’offerta turistica di Cerveteri. Così come non abbiamo esitato a descrivere come scandalosa l’offerta museale, così ci sentiamo di poter affermare che l’offerta turistica delle nostre aree archeologiche, in termini di qualità, fruibilità, varietà, convenienza e possibile durata della godimento, è già da considerarsi più che sufficiente, e che, con un minimo investimento, è possibile portarla ad un livello più che buono. Il livello ottimale si potrà ottenere solo con un parco archeologico, ma questo è un progetto strategico, forse il più importante per Cerveteri, che per il momento mi sembra un po’ impantanato. Proviamo a dimostrare questa affermazione così ottimistica, prevenendo le inevitabili obiezioni di chi non sarà d’accordo. Innanzitutto definiamo cosa intendiamo per offerta più che sufficiente.  Il parametro che prendo in considerazione è semplice: quanto tempo potrebbe passare una famiglia di turisti a Cerveteri prima di aver visitato tutto quello che si può attualmente visitare? Io credo che oggi avrebbe bisogno di almeno due gironi per farlo. Ed è un tempo lunghissimo, molto maggiore di quello che avrebbe bisogno in qualsiasi altra località che mi viene in mente. Con un minimo di informazione, anche senza una guida, potrebbe passeggiare per ore nelle nostre aree archeologiche, ammirando bellezze uniche e stancandosi sicuramente prima di avere visto tutto. Con una sufficiente informazione, e una guida, potrebbe visitare, con una semplice passeggiata, una lista lunghissima di siti archeologici fruibili nel nostro territorio. Proviamo ad elencare tutto quello che è oggi possibile visitare a Cerveteri, in sicurezza e con il giusto grado di accoglienza. La Necropoli della Banditaccia innanzitutto e le 10, bellissime e imponenti, tombe dell’area dei Grandi Tumuli e delle Tombe del Comune. Già con questo non basterebbe un’intera giornata. Poi ci sono le aree ripulite e messe in sicurezza, in questi ultimi anni, dalle associazioni di volontariato. L’area del Grande Tumulo e la Via Sepolcrale, con la recente ripulitura di una splendida tomba con tracce di pitture, da parte del NAAC. La Necropoli del Sorbo, la straordinaria area di Greppe di Sant’Angelo, la Tomba di San Paolo, Il Tumulo Campana e il Tumulo Torlonia da parte di NGE. L’area della Tomba delle 5 Sedie, la straordinaria Via degli Inferi e il Tumulo del Grifo da parte del GAR. Anche tutto questo avrebbe bisogno ben di più di una giornata per essere visitato.  Io spero che vi siate fatti un’idea dell’imponenza e della bellezza di quanto Cerveteri già adesso può offrire. Io ho elencato tutti e solo siti puliti, accessibili in sicurezza e, per la maggior parte, ad ingresso gratuito. Quasi tutti questi possono essere raggiunti da una lunga, ma sostenibile passeggiata in un ambiente unico e suggestivo. Nessuna città che si trova al centro di un’area archeologica, tra quelle che mi vengono in mente, può vantare una simile offerta. E naturalmente stiamo parlando solo di quello che è già pronto e fruibile comodamente. Ci sarebbe molto di più da offrire ai turisti. Bisogna ricordare che la maggior parte di quello che ho elencato, fino a pochi anni fa, era difficilmente visitabile. C’è stato quindi un enorme lavoro da parte della Soprintendenza, dell’Amministrazione comunale e delle tre associazioni ceretane di volontariato, per allargare l’offerta turistica di Cerveteri che, dal punto di vista archeologico, non è mai stata così ricca e varia. Mi preme dire, da responsabile di un’associazione di volontariato, che questa offerta non sarebbe stata possibile senza la sinergia tra tutti. E’ una favola metropolitana quella che, per esempio, le associazioni possano operare sul territorio senza l’appoggio, le autorizzazioni e il supporto di Soprintendenza e Comune. Quello che di straordinario è stato fatto in questi ultimi anni non è stato fatto in modo disordinato e casuale. Ci sono stati, per esempio, incontri, organizzati dall’assessore Croci, nei quali le Associazioni hanno condiviso un piano, con una suddivisione delle aree di intervento, per massimizzare i loro sforzi. E la Soprintendenza ha sempre appoggiato e sostenuto, con il suo patrocinio, tutte le iniziative volte a valorizzare le aree archeologiche. Tutto bene quindi? No, come dicevo all’inizio siamo solo alla sufficienza. Come al solito manca l’iniziativa imprenditoriale. Questi siti, sono tutti puliti e visitabili, ma non tutti sanno come arrivarci. Alcuni di questi sono chiusi per una loro maggiore protezione, ma le associazioni di volontariato che li manutengono, o il personale della Necropoli, con una preventiva richiesta, possono e devono metterli a disposizione del turista che vuole visitarli. Dove sta il problema? E’ che non esiste una sufficiente, in quantità e in continuità di presenza, accoglienza professionale in grado di accompagnare o indirizzare il turista, più o meno occasionale, in tutti questi splendidi siti. Se io arrivo all’ingresso della Necropoli, per esempio, non trovo nessuno che mi offra, esplicitamente, la possibilità ogni giorno dell’anno, di visitare le decine di siti fruibili a Cerveteri. Stiamo parlando di iniziative imprenditoriali minime, non di piani complicati per attrarre i croceristi come si sente parlare ogni anno. Basterebbero un gruppo di guide preparate e con le giuste autorizzazioni, sempre disponibili in un “banchetto” davanti alla Necropoli, che offrano la loro disponibilità, documentazione e professionalità, per guidare i turisti a visitare tutte le meraviglie che abbiamo elencato prima. Negli ultimi anni, mediamente, tra Necropoli e Museo sono arrivati circa 100.000 visitatori paganti. Per non considerare quelli che arrivano e, avendo già visitato la Necropoli, si fanno solo una lunga passeggiata. Non pensate che una buona parte di questi non sarebbe disposto a spendere 5 euro per farsi accompagnare nelle decine di altri siti visitabili? E se trovassero sul posto delle “bancarelle” con i prodotti tipici locali pensate che non comprerebbero nulla? Naturalmente non è proprio tutto così semplice, anche se fattibile, e nella limitatezza di un articolo non si può esporre un piano di accoglienza, che altri saprebbero fare meglio, ma l’importante è che chi deve intendere intenda. L’offerta turistica archeologica a Cerveteri c’è, ed è di primordine. Soprintendenza, Amministrazione comunale e Associazioni di volontariato, su questo fronte, hanno fatto il loro dovere. Adesso tocca agli imprenditori lamentarsi di meno, e fare il loro mestiere, investendo sul turismo archeologico a Cerveteri. Non credo che ne rimarranno delusi.

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