A Cerveteri puntiamo al consenso a km 0

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Il consigliere Garbarino

Intervista al consigliere comunale pentastellato Saverio Garbarino. Un’idea non è né di destra né di sinistra. Un’idea è buona o cattiva. di Alberto Sava

Una doverosa premessa, diciamo dall’impronta ecumenica, a questa intervista al consigliere comunale di Cinque Stelle di Cerveteri Saverio Garbarino. Inizialmente, ero certo di impostare le domande sui punti in agenda per il prossimo consiglio comunale di giovedì 22 marzo, tra cui commissioni consiliari: personale, decentramento e bilancio; programmazione economica, tributi, patrimonio e approvazione del piano finanziario; sostituzione della dimissionaria Margherita Tassitano. Poi, mi è capitato di ascoltare il Papa, in visita alla comunità di Sant’Egidio, il quale, parlando degli immigrati, ha esortato i fedeli presenti dicendo “…Non abbiate paura dello straniero, non è vostro un nemico…” Questo l’incipit di un più ampio intervento del Santo Padre, e subito mi sono chiesto: perché anche ‘Francesco’ pensa che noi italiani siamo contro lo straniero, a prescindere? Non è affatto vero! Poi mi sono ricordato ciò che disse la sera dell’elezione dopo il famoso ‘…buonasera’: “…i miei confratelli cardinali sono andati a prendere il Papa quasi alla fine del mondo”. Allora mi commossi: non avevo capito che in quella frase era racchiuso tutto il manifesto politico del neoeletto al soglio di Pietro. Oggi, sappiamo che questo Papa è la colonna portante del processo del globalismo terzomondista, dilagante in occidente, che il sovranismo nazionalista combatte strenuamente: per fare un paragone, nella portata, certamente non nei contenuti, sarebbe come dire che figura di riferimento del passaggio dal Medioevo alla rivoluzione totale incarnata dal Rinascimento e dal Barocco fu Papa Giulio II. È da questa riflessione che nasce la prima domanda a Saverio Garbarino, consigliere comunale pentastellato, movimento che alle politiche ha ottenuto una vittoria epocale, anche se non totale,perché prima di altri ha individuato l’inevitabile declino della società e dell’economia occidentale, che ha concluso la parabola di sviluppo della produzione e difesa del mondo del lavoro così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Perché, a livello nazionale, ma ancora di più a livello locale, i vecchi capibastone si ostinano a parlare ancora di destra e sinistra, se il massimo consenso elettorale di milioni di italiani è andato a due forze fuori dagli schemi esausti, che hanno mietuto consensi su temi concreti?

Io ho personalmente superato il concetto di destra e sinistra da un bel pezzo. E’anche per questo che mi sono sentito rappresentato dalla proposta politica del Movimento 5 Stelle. Noi discutiamo sui temi. Le categorie, però, hanno sempre fatto comodo a tutti. Sono più controllabili. La suddivisione destra e sinistra la vuole per primo il politico, cha ha tutto l’interesse a portare avanti guerre di religione pur di ottenere più voti possibile. In secondo luogo, rientrare in una specifica categoria, serve anche ai cittadini per affermare la propria identità. Questo purtroppo porta spesso a non entrare nel merito specifico dei temi e a trincerarsi dietro posizioni preconcette, spesso veri e propri focolai su cui i politici versano secchiate di benzina, a loro unico vantaggio. Oggi viviamo il paradosso di un Governo di sinistra che ha eliminato l’articolo 18, una delle poche garanzie rimaste per i lavoratori. Ha emesso il decreto salvabanche. Ha promosso il referendum per le trivellazioni. Gode dell’appoggio di un manager come Marchionne. Ha di fatto allargato la forbice fra il ceto sociale abbiente e il ceto medio, quello che ormai a stento, arriva a fine mese con 2 stipendi. La destra di contro la vediamo battersi per i lavoratori, (malgrado la stessa Meloni fu una delle firmatarie dell’orribile legge Fornero), per le case popolari, per le pensioni minime. Il Movimento 5 stelle vuole intervenire invece laddove emerga più pressante l’esigenza del cittadino. Stop spreco soldi pubblici, reintroduzione art.18, reddito di cittadinanza, riduzione stipendi parlamentari e stop vitalizi, acqua pubblica, energia sostenibile e molto altro. Come diceva Casaleggio padre, un’idea non è né di destra né di sinistra. Un’idea è buona o cattiva.

 

Alle prossime amministrative M5S Cerveteri strutturerà un progetto politico elettorale pensato per la realtà e le esigenze cerveterane?

Il M5S Cerveteri aveva già studiato un progetto politico elettorale calato sulle reali esigenze di Cerveteri. Basato sul rilancio dell’economia locale, prevalentemente agricola, sui prodotti km 0, di sicuro contrastando la realizzazione della cosiddetta area artigianale, sullo sviluppo del turismo in collaborazione con Civitavecchia attraverso meccanismi di promozione del territorio, su una gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti attraverso, si, la raccolta differenziata ma affiancata dal compostaggio di comunità, sull’attenzione alle politiche sociali attraverso interventi di riqualificazione del contesto urbano e delle aree verdi, magari in collaborazione con le tante associazioni del territorio. Certamente alle ultime amministrative ci sono state delle difficoltà dovute a vari fattori. Innanzitutto il tardivo arrivo della certificazione da parte del movimento 5 stelle, giunta solo il 21 aprile, consentendoci quindi poco più di un mese per la campagna elettorale e per la preparazione di un programma strutturato. Oggi il gruppo di attivisti si è notevolmente allargato rispetto ad allora, raccogliendo adesioni su tutto il territorio. E l’esperienza all’interno del Consiglio Comunale sta dando a tutto il gruppo maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Se dalle esperienze e dagli errori si impara, sempre col massimo impegno da parte di tutti noi, siamo certi di poter offrire un contributo importante a Cerveteri.

 Il Pascucci bis è un esecutivo partito con una forte spinta elettorale, svanita in un’azione di governo frenata ed insipiente. Non pensa che le opposizioni dovrebbero a loro volta condurre un’azione più strutturata verso la maggioranza?

Ogni gruppo, come è giusto che sia, porta avanti la propria linea politica. Tuttavia per essere un’opposizione composta da movimenti politici così diversi, in molte occasioni ci siamo trovati uniti nel contrastare e biasimare il modus operandi della maggioranza. In effetti credo che mai come oggi un Sindaco sia riuscito a far andare così d’accordo un’intera minoranza. Il problema è numerico. Spesso ci si trova di fronte il muro dei 16 consiglieri di maggioranza che, seguendo le indicazioni del loro capo politico, impediscono alla maggior parte delle nostre proposte di essere accolte. Basti pensare alla richiesta di verificare se possibile procedere al pignoramento dei beni di Ostilia, o alla nostra proposta per aderire alla piattaforma DecoroUrbano.org, o alle mozioni per la sicurezza dell’Aurelia e a quella per il baratto amministrativo, entrambe alla fine accolte ma solo previe modifiche richieste proprio dalla maggioranza. In molte occasioni abbiamo anche assistito a dei veri e propri teatrini in cui veniva proposto dal sindaco lo spostamento delle mozioni all’ultimo punto dell’odg, ben sapendo che la sua maggioranza avrebbe permesso alla proposta di essere accolta. E così ci siamo trovati a discutere mozioni nel cuore della notte con parte dei consiglieri anchedi maggioranza non più in aula. Non proprio il massimo della democrazia.

 

 

 

E’ stato annunciato una manovra finanziaria austera con molti tagli in settori strategici della vita economica locale e nel contempo l’esecutivo ha approvato lo Sprar, il piano di accoglienza che impegna l’amministrazione comunale ad un sforzo superiore alle sue forze, che fare?

Non approvare lo Sprar esporrebbe il Comune al pericolo che possa essere la prefettura direttamente a decidere quanti rifugiati inviare e quando. Sarebbe il caos. Aderendo al progetto Sprar, il Comune ha la certezza che sul territorio non vengano aperti altri CAS (i centri di accoglienza straordinaria gestiti da provati). Lo Sprar a Cerveteri porterà circa 30 rifugiati. E’ vero che l’emergenza sociale colpisce anche tante famiglie italiane a Cerveteri, ma se in caso di non adesione allo Sprar, qualora la prefettura decidesse di inviare dei rifugiati (e in quel caso sarebbero molti di più) ci vedremmo comunque costretti ad accoglierli e ad attingere a dei fondi straordinari. Cerchiamo piuttosto di ottimizzare le risorse in nostro possesso e destinarle alle maggiori necessità. Guardiamo al caso AEC. Da che non c’erano soldi, dopo una serie di proteste, anche di rilievo nazionale, improvvisamente sono spuntati oltre 100mila euro! Guardiamo Caerelandia. 50mila euro in danno, ma comunque anticipati dal Comune, e i lavori sono fermi da dicembre! Guardiamo la cabina ENEL alla Boccetta. Fondi stanziati più mutuo. Ora non si fa più. Ma nel caso si fosse proceduto ora ci saremmo trovati a spendere circa 500 mila euro tra soldi nostri e mutuo (comunque soldi nostri) per un’opera che, rispetto ad altre esigenzedella nostra comunità, non può certo definirsi prioritaria.

 Cinque Stelle alla Regione Lazio, quali le aspettative per il nostro territorio? 

Il M5S in Regione a livello territoriale può vantare la presenza di DevidPorrello al suo secondo mandato. La collaborazione con Devid non si è mai fermata e per noi è un punto di riferimento importante in Regione. Conosce perfettamente tutte le dinamiche territoriali anche a livello politico e si coordina con noi in svariate occasioni e per tutte le nostre iniziative partecipando anche a tutti gli incontri coi cittadini. Lui e gli altri 9 consiglieri 5 stelle in Regione sono chiamati ad una grande responsabilità, dal momento che la Giunta Zingaretti non ha neanche la maggioranza. Col Presidente della Pisana in corsa anche come segretario del PD, chissà che non si debba tornare al voto regionale a breve. E in tal caso il Movimento 5 Stelle avrebbe l’opportunità di attingere a quell’elettorato PD che in chiave nazionale ha già abbandonato il partito di Renzi, pur confermando invece, in chiave regionale, la propria fiducia a Zingaretti.