“Aprire il litorale al turismo internazionale”

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fotoservizio ostia traffico e mare - Fotografo: faraglia

Nostra inchiesta sulle ragioni che impediscono al territorio a nord di Roma di decollare nei circuiti europei e d’oltre oceano
di Roberto Necci

In una situazione macroeconomica mondiale oggettivamente problematica e con interi settori industriali praticamente fermi, la valorizzazione del turismo rappresenta per il nostro paese una opportunità decisamente da cogliere per la creazione e diffusione del benessere sociale che dovrebbe essere l’obiettivo primario di ogni azione di governo.

A livello mondiale il nostro paese risulta essere fra le destinazioni più richieste dai turisti, tuttavia se analizziamo la cartina con l’evidenza della spesa turistica dei turisti internazionali si evidenzia come solo poche destinazioni riescono ad intercettare consistenti flussi turistici. Le città d’arte Roma, Firenze, Venezia intercettano i flussi maggiori. Regioni quali Lombardia, Trentino Alto Adige riescono a distribuire sull’intera regione interessanti flussi turistici.

Dell’Italia nel mondo si conosce poco altro. Analizzando nello specifico il territorio laziale, la nostra regione, è piuttosto allarmante come non vengano distribuiti i flussi turistici sfruttando l’Hub principale costituito da Roma.

In particolare il territorio a Nord di Roma nel tratto compreso fra Fiumicino e Civitavecchia, passando soprattutto per le bellezze ambientali e storiche di Ladispoli e Cerveteri, presenterebbe tutte le caratteristiche per una sua valorizzazione e quindi commercializzato ai flussi turistici internazionali.

Se è oramai accettato che i flussi turistici si legano alle infrastrutture non si può non evidenziare come questo territorio ospiti le principali infrastrutture del paese: Aeroporto Leonardo da Vinci nell’estremità sud, il Porto di Civitavecchia nell’estremità Nord il tutto collegato con una rete ferroviaria che seppur con necessità di essere potenziata è comunque presente.

Non va trascurata inoltre, la vicinanza con la Fiera di Roma e con il Polo Congressuale fieristico dell’Eurdove la Nuvola di Fuksasdovrebbe diventare il catalizzatore.

E’ evidente quindi che il territorio dispone di un’ottima infrastruttura derivante da ingenti investimenti in parte pubblici. Dove sono allora le ragioni dell’insuccesso?

Vanno ricercate innanzitutto sull’incapacità degli amministratori pubblici del passato di riuscire di fare sistema, un territorio come quello indicato non può non essere commercializzato a livello internazionale come prodotto al di là dei limiti territoriali amministrativi. Un singolo Comune non ha nessuna possibilità di successo se commercializza in maniera unitaria il suo prodotto.

Pertanto si dovrebbe partire da una messa a sistema del territorio.

Tuttavia le ragioni dell’insuccesso non sono esclusivamente ascrivibili all’amministrazione pubblica visto che sono mancati a mio avviso anche gli investimenti privati che ha preferito indirizzare le sue scelte di investimenti nella classica edificazione edilizia.

Mancano investimenti alberghieri in grado di essere catalizzatori di flussi turistici ed essere quindi da traino dell’intera progettualità di sviluppo.

Se dovessimo pensare ora il prossimo ventennio di questa area geografica non potremmo non pensarlo a vocazione turistica da qui le progettualità evidenziate una chiara necessità.

 

 

 

 

 

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